f. Appresso gli Orefici è un piccolo strumento di legno, fatto a tornio, con un manichetto, che serve per empiere di pece, e fermarvi sopra la piastra d'argento, rame, o altro metallo, col quale debbono improntarsi sigilli, e fare intagli per ismalti.
. Serve a' Pittori, che voglion dipignere a tempera, per istendere, sopra le tavole o altre superficie, il gesso volterrano, per dipignervi sopra.
, o m. Alcuni pezzetti di legno di bossolo, noce, osso, avorio, o altro simile, lavorati a foggia di fusi, con le cocche simili alle lime, però alquanto torte, ed alcuni simili agli scarpelli; de' quali si vagliono gli Scultori, per lavorar figure di terra, o cera, in quelle parti principalmente dove non possono comodamente arrivar colle dita.
, o , o| Mescolar polveri, o cose ben trite e sminuzzate, con acqua, o altra materia liquida.
m. Il tronco o fusto dell'abeto, o altro qualsisía albero lungo, e rimondo, di cui si servono gli Architetti per fare i ponti in luoghi eminenti dell'edificio, e a più altri usi, di alzare, tirare, e condurre cose d'eccedente peso. Dicesi più comunemente, abetella.. Una verghetta sottile, che si fa di due terzi di piombo, e un terzo di stagno, e serve per tirar le prime linee a chi vuol disegnar con penna; fannosene anche con argento; ed il segno che si fa con tale strumento, con midolla di pane facilmente si cancella, per rifar poi altri segni, senza che il foglio rimanga imbrattato, calcando più o meno, o più o meno, o più o meno tignendo la carta. Questa voce è proprissima di tale strumento, e usata ne' più antichi tempi, leggendosi nella 6. Giorn. Nov. 5. di Gio. Bocc. là dove parla
di Giotto le seguenti parole. Ebbe un'ingegno di tanta eccellenza, che niuna cosa della natura fu, che egli con lo stile, o con la penna, o col pennello, non dipignesse sì simile a quella, che non simile, anzi più tosto dessa paresse.