Criteri scientifici

Criteri di trascrizione delle Notizie

Alle prime edizioni delle Notizie (1681, 1686, 1728) si è ritenuto utile aggiungere anche il testo nell’edizione ottocentesca curata da Ferdinando Ranalli nel 1845. I criteri di trascrizione sono dunque diversi, dovendo essi tener conto nel primo caso delle specificità delle edizioni sei-settecentesche, nel secondo caso di quelle degli adattamenti introdotti dal curatore.

Per le prime edizioni sono stati adottati criteri di trascrizione coerenti con quelli dei precedenti lavori patrocinati dall’Accademia della Crusca e dalla Fondazione Memofonte. In generale si tratta di criteri conservativi con alcuni interventi modernizzanti per favorire la leggibilità del testo.

Si rispetta fedelmente sia l’uso delle maiuscole (es: del buon Istoricod’una Cronologia, una Cronica), sia quello dei corsivi per evidenziare la trascrizione ad litteram di documentazione manoscritta e archivistica e le didascalie a incipit di ogni biografia.

Si conservano inoltre: l’oscillazione di consonanti doppie e scempie (es. azzioni, direzzione, femina), l’uso dell’h etimologica (huomini, havendo, hora), la grafia del verbo avere (es: àòanno; ma havendo), l’uso della j al termine della parola (es. beneficj, principj, studj) e alcune forme oggi obsolete come squola. Anche per quanto riguarda le scrizioni unite o separate si mantiene la lezione dell’originale laddove non intacchi la leggibilità (es: tutta vianon ostantein somma).

Nella punteggiatura si elimina la virgola frequentemente anteposta alla congiunzione e. L’accentazione è normalizzata secondo l’uso attuale (quì > qui, quà >qua, ecc.; nè > né, sè > sé, perchè > perché, ecc.; piu > più, giu > giù, gia > già, cio > ciò ecc.); e lo stesso vale per gli apostrofi (un immagine > un’immagine, un’libro > un libro).

Si sciolgono tra parentesi tonde le abbreviazioni nei casi di documentazione manoscritta e archivistica: ad esempio cu(m), riceve(n)tiOltramo(n)taniPetrarcha(m), arte(m), Da(n)te, Fiore(n)tino, exta(n)t, totu(m), claru(m).Tuttavia si mantengono le abbreviazioni del tipo S., Card., G. Duca,Sereniss. Cardin., Reverendiss., Rever., Vic. Gener. mano prop., S. Off. Flor. Mes.

Per l’edizione a cura di Ranalli il testo digitalizzato riproduce fedelmente il testo ottocentesco. Le uniche modifiche apportate, per ragioni di coerenza e leggibilità, riguardano l’accentazione da grave ad acuta (es: imperciocchè > imperciocché, mercè>mercé) e la rimozione o aggiunta dell’apostrofo dopo l’articolo indeterminativo.

In entrambe le trascrizioni la numerazione delle pagine viene indicata tra […].

Gli alberi genealogici sono stati trascritti in ordine seriale; per avere una restituzione grafica si rimanda all’apparato di immagini.

 A cura di Mariaceleste Di Meo

Criteri di marcatura del dizionario

Nell’ambito del progetto “Filippo Baldinucci lessicografo ed erudito” si colloca il lavoro di informatizzazione del Vocabolario toscano dell’arte del disegno (1681), realizzato con lo scopo di rendere il dizionario di Baldinucci uno strumento consultabile in formato digitale: dopo aver concepito sul piano teorico un modello di mark-up basato sullo standard xml-tei (nell’ottica di potenziare al meglio l’interrogabilità della risorsa sulla piattaforma online e dare vita a ricerche libere, guidate e avanzate), si è proseguito con l’applicazione di tag, attributi e valori sull’intero testo dizionariale, a livello di macrostruttura e microstruttura.

Quanto ai criteri e alle scelte adottate, oltre alla convenzionale marcatura dei lemmi e dei significati, sono state previste altre tipologie di annotazione, sia di interesse linguistico sia di interesse artistico: quanto al primo, ad esempio, sono state etichettate parole e locuzioni interne agli articoli lessicografici con l’indicazione dei relativi valori semantici o lessicali (es. sinonimi, antonimi, iponimi, base e derivati); rispetto al versante artistico, invece, è stato ideato un mark-up di tipo tematico, in base al quale sono state classificate e annotate entro specifiche categorie – individuate a priori – sia voci (es. materie e materiali, strumenti e oggetti di lavoro, elementi strutturali o decorativi, tecniche e operazioni, ecc.) sia accezioni (es. architettura, pittura, scultura, edilizia, ecc.) così da creare dei veri e propri sottodizionari – l’utente, dunque, in fase di ricerca, avrà la possibilità di selezionare singoli campi, quindi costruire percorsi di ricerca personalizzati.

Sulla scorta di una marcatura “a maglie strette” e con duplice prospettiva (linguistica e artistica) è stato possibile sfruttare le potenzialità del supporto informatico e recuperare dal Vocabolario di Baldinucci informazioni che i limiti del cartaceo – quantitativamente e qualitativamente – non avrebbero consentito di estrapolare allo stesso modo e con la stessa rapidità: si va, per esempio, da indicatori d’uso o di registro (es. detta però più comunementeda’ nostri Artefici si piglia più largamentevoce usata da buoni Scrittoripiù volgarmente si dice) e indicatori di pronuncia (es. pronunziato con l’o largopronunziata con l’e chiusa) a differenti tipologie di lemmi (es. forme convenzionali, forme flesse, locuzioni) e corrispondenti latini e greci; da un punto di vista storico-artistico, invece, si possono consultare le liste di personaggi, luoghi, edifici e monumenti che si trovano menzionati nel Vocabolario e, relativamente ai riferimenti bibliografici, gli autori e i passi citati.

Il testo elettronico di partenza è quello pubblicato nel portale dedicato a Paola Barocchi (Barocchi: l’informatica per lo studio delle fonti storico-artistiche, http://barocchi.sns.it), realizzato nel 2019 dalla Scuola Normale Superiore di Pisa con la Fondazione Memofonte.

A cura di Barbara Patella

Con il contributo di