f. Il di fuori di ciascuna cosa, quasi il disopra della faccia; quella estensione che à solamente lunghezza e larghezza, senza alcuna profondità, i cui fini sono di linee. A quattro sorte si riducono le superficie; o ; o o ; o ; ed altre si dicono . La superficie piana è definita da Euclide così, quella che giace eguamente fra le sue linee, che praticamente direbbono i nostri Artefici, sopra la quale posto un regolo toccherebbe ugualmente per tutto ciascheduna parte di essa; la convessa è quella, sopra la quale il regolo toccherebbe in un sol punto, posto fra' suoi estremi; l'incavata o concava è quella, nella quale il regolo toccherebbe co' suoi estremi, e non ne' punti di mezzo; la composta finalmente è quella, che à una parte di sè stessa piana, e l'altra o è convessa, o concava.
f. Funi grosse fatte di giunchi, con le quali si tirano i gran pesi. Galil.Mecc.
m. Piccola cappelletta, nella quale si dipingono, o conservano, immagini di Dio, e de' Santi.
f. Piccolo taglio.¶ E tacca vale ancora piccola macchia. L.Macula.
add. Pieno di tacche, pieno di macchie, screzziato, brizzolato, indanaiato, chiazzato, vaiolato. Lat. Maculosus, varius.
f. Piatto di legno, del quale si servono i Doratori a fuoco; e tale anche è il nome d'una cassetta che ne' lavori grandi serve per lo stesso effetto.
f. Quella carrucola di metallo, con la quale si tiran sù, o si calano i pesi, chiamata da Vitruvio, , e , e , e , e diciamola anche , e ; che nel taglio al diritto di sua circonferenza à un canale, nel quale s'investe la fune, e nel mezzo un buco, dove entra il pernuzzo, detto altrimenti , che passando per lo raggio, posto fra un legno tagliato cavato, sopra quello si volge.
m. Il tagliare. Lat. Incisio, sectio.
. Dividere, separare, dar taglio.
f. Il tagliare.¶ La divisione fatta dal taglio. Lat. Incisur.
add. Che taglia.¶ Si dice ad un vizio, che forte imbratta le pitture; ed è quando l'Artefice, nel colorire non osserva la dovuta degradazione, diminuzione, o insensibile accrescimento di lumi, e d'ombre, talmente che si passi dal sommo chiaro allo scuro profondo, senza le mezze tinte; che si dice ancora , propria de' Pittori, che non intendono il rilievo: questo però non à tanto luogo in quelle pitture, nelle quali si rappresentano lumi violentissimi, o di fuochi o di Luna, in tempo notturno, e simili. ¶ Nella Scultura e Pittura si usa ancora questo termine, parlando di alcune crudissime piegature, o di braccia o di gambe, di muscoli, o di panni, fatte senza esprimere quella morbidezza, e pastosità, che mostra il naturale, come si è detto alla parola Attaccature.
m. Parte tagliente di spada, o strumento simile da tagliare. Lat. Acies.¶ E taglio vale la squarciatura, e la ferita che si fa nel tagliare.
. V. Piede.
f. Strumento noto di ferro, per uso di strignere, e di sconficcare. Lat. Forceps., oV. Forbice.. Una sorta di tanaglia così detta da Fondatori di metallo, per essere fatta in forma di potere abbracciare i coreggiuoli, ne' quali esso metallo si fonde.
f. Paramento da stanze. Lat. Peripetasma, attalica.
m. Vermicello che si genera nel legno, e lo rode.¶ Il generar tarli si dice , più proprio di quei legnami che sono tagliati secchi in sul suolo o a cattiva luna.
f. Una sorta di musaico fatto di
legname, col commettersi in tavole di noce diversi pezzetti di legni colorati, co' quali si formano figure, e storie, prospettive, e altro.