Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Borrace
f. Lat. Chrisocolla, et Auriglutinum. Un liquore, col quale, e con la saldatura, s'uniscono insieme pezzi con pezzi di figure, o altri lavori d'argento. Questo liquore secondo Pliniolib. 33. cap. 5. si trova nelle cave delle miniere risudante fuori dalla vena dell'oro, dell'argento, del rame, e del piombo; fassi ancora artificiosamente, bagnando per tutto il verno, e fino al mese di Giugno, esse vene; venuto poi il caldo vi si fa una certa condensazione che è la
Crisocolla
. Ancora secondo Galeno(lib. 9. delle facultà de' semplici) si fa con orina di fanciullo menata lungamente al Sole in mortaio col pestello, l'uno e l'altro di rame, finchè sia fatta. Di quella naturale trovasene della verde, e della nera, e questa viene dalla vena del piombo; della bianca, da quella dell'argento; e della gialla, da quella dell'oro, che è la migliore per saldare, benchè la verde abbia più perfette qualità medicinali. È facilissima ad essere falsificata; onde alcuni anno creduto, che poca se ne trovi della vera.
Bossolo
m. Albero di perpetua verdura, il cui legname è terso molto, e però atto a scolpire in esso piccolissime figure, e fare intagli per la stampa: e serve ancora per qualche uso delli edefizi, essendo di lunghissima durata.
Bottaccio
, e
Bottaccino
o
Uovolo m.
V. Membra delli ornamenti.
Bottega
f. Stanza dove gli Artefici lavorano.
Bottino m.
V. Fogna.
Bove
m. Spezie di catena, e di legame.
Bozza
f. Si dice ad alcuni piccoli modelli, o quadri, che conducono gli Artefici, per poi farli maggiori nell'opera, quasi principio di lavoro, o sia di pittura, di scultura, o altro.¶ E dicesi bozza a enfiato, o enfiatura. Lat. Tumor, tuberculum.¶ Di quì
bozze
chiamansi quelle pietre, le quali, con maggiore o minore aggetto, sportano fuori delle fabbriche con varie sorte di spartimenti, e fannosi alcuna volta piane, acciochè non si faccia con esse scala alle muraglie; altre volte più rilevate; ed usansi per lo più con l'Ordine rustico.
Bozzare
. Abbozzare.
Braccio
m. Membro dell'uomo, che deriva dalla spalla, e termina alla mano.¶ E braccio una sorta di misura altrimenti detta
passetto
, contiene venti soldi, ed è la quarta parte della canna.
Braccio,
muscoli del braccio.
V. Cubito in Muscoli.
Braccio
ossa del braccio.
V. Scheletro.
Brace
, e
Bracia
f. Fuoco senza fiamma che resta dalle legne abbruciate. ¶ E brace ancora diciamo i carboni di legne minute spenti. ¶ E da brace
Sbraciare
, che vale allargar la brace, perchè ella renda maggior calore
.
Braciaiuola
f. La fossa che fanno i Gettatori di metallo sotto la graticola del fornello della fornace, per la qual si cavano le braci cadute dalla graticola, nel fondersi i metalli.
Bravura
f. Una certa fierezza, o furia di movimento veemente in ogni operazione della figura, alla quale non disdice alle volte un poco di durezza.
Breccia
f. Pietra, della quale si veggono essere state fatte dagli antichi assai figure, benchè essa pareggi in durezza l'Agate, e i Calcedonj. Si perdette poi il modo di lavorarla in figure per la sua durezza, e restò solo la maniera d'appianarla con piombo e smeriglio, per servizio de' pavimenti. A' tempi nostri se n'è trovata una cava nelle montagne di Volterra in gran quantità di pezzi, o ciottoli, di grossezza alquanto minori d'un capo d'uomo. Questa sorta di pietra sottilmente segata traspare.
Breccia tenera
. Pietra poco dura, che si lavora con sega, e scarpello; è di color giallo con macchie tonde, bianchicce e rossicce; serve per colonne, e per ogni lavoro quadro. Trovasene d'ogni grandezza nello Stato di Siena, donde pure se ne cava dello stesso colore e macchie, ma più chiare e più scure. Sono in Toscana diversi fiumi che ne portano gran quantità in piccoli pezzetti, ma però assai più tenere delle soprannotate.
Con il contributo di