m. Gemma del color della carne fra 'l bianco e 'l rosso, detta così per essersi le prime trovate nel Paese della Calcedonia.. Pietra dura quanto il Diaspro, che si trova a Monte Rufoli nel Volterrano. Ve n'è del bianco, granito d'alcune piccolissime macchie di color capellino o bigiccio, tramezzato di macchie sfumate di color paonazzo. À una scorza, o stummia, macchiata di giallo e rosso profondo. Piglia pulimento grasso, cioè non acceso. Trovasene ancora nello stesso luogo di color nuvolato, cioè fra 'l cilestro, paonazzo, e bianco, con macchie gialle, e qualche vena o riga paonazza, le quali secondo le cave, variano in maggiore o minore oscurità. Altro ve n'è d'una certa macchia, picchiettata di sfumanti macchie pavonazze:
e questo non è molto netto, contenendo in sè varie magagne, che dove sono, non lascian pigliar pulimento. Tutte queste pietre, nella parte bianca, son più dure di quello sieno nelle parti gialle; e fannoseve bellissimi lavori di commessi.. Pietra bianca durissima, che vale per lavori di commesso di gran pregio. Di questa pietra sono molti maravigliosi ornamenti, nella real Cappella del Serenissimo di Toscana, e fra questi le lettere degli Epitaffi sotto i Sepolcri de' Granduchi, commesse in Porfido con mirabile artifizio.
m. Taglia con una sola puleggia; serve a molti usi, ed in particulare per far'angolo a' canapi che tirano i pesi.
f. Materia per murare; una pietra cotta in fornace (per lo più d'Alberese, benchè si faccia anche di marmo, e d'altra pietra) lievitata poi a poco a poco con acqua, e mescolata con rena a proporzione, come è notissimo: serve a collegare ogni sorta di pietra, sasso, e lavoro negli edifizj. La migliore si fa con pietre di cava, nelle parti marittime degli Edui in Francia; e fassi ancora d'ostriche, e di conchiglie.. Quella che è mescolata con troppa più rena del convenevole.. Quella che è mescolata con manco rena del convenevole.
m. Pezzo di calcina rasciutta e secca nelle rovine delle muraglie.
. Termine alchimico, e vale fare a' metalli nel fornello, quel medesimo che si fa a' sassi nella fornace, per farne calcina. Questo stesso si fa a diverse pietre e terre; donde si cavano bellissimi colori per dipignere.
f. Il calcinare.
m. Una materia, che serve per lo più per murar condotti d'acque, ed è un certo che di mezzo, fra la calcina pura e 'l getto. In Roma la compongono di cocci del Monte Testaccio ben pesti, e di calcina ben colata. Questi cocci, come è noto, sono alcuni rottami di vasi di terra cotta, o laterizi che vogliamo chiamargli.
m. Quel delineamento, che vien fatto sopra la carta, tela, o muro, nel calcare.¶ Fra' Pittori propriamente si dice calco, quell'impressione che vien fatta per avere il rovescio d'un disegno di matita, ponendogli sopra carta bianca, zannando di maniera che resti nella medesima carta impresso.
f. Vaso di rame da scaldarvi e bollirvi entro che che sia.
m. Caldaia grande.
m. Quasi caldaiotto, vaso fatto a guisa di Caldaia piccola.
m. Vaso da bere non arrovesciato, altrimenti detto . ¶ E per una certa eccellenza, per calice s'intende quel sacro vaso, dentro il quale si consacra il vino nella santa Messa.¶ E si chiama un pezzo di durissimo legno, che s'imperna per base della ruota di piombo, stagno, o rame, colla quale si lavorano le gioie, e pietre dure.
m. Il calare, calata, scesa. Lat. Descensus, descensio.¶ E calo vale ancora scemamento.
. Vestire il piede o la gamba, di scarpa o calza.¶ Vale ancora puntellare con biette (dette ) che che sia, perchè non isquota. m. Scarpa, o stivaletto. Lat. Calceus, caliga.
add. Da calzare, vestito di calza o scarpa, ed è proprio del piede.¶ Puntellato con calzatoie.
V. Calzare, per puntellare.
f. Stanza fatta per dormirvi.
m. Una pietra dura faldata, cioè che sopra è d'un colore, e sotto d'un altro; nella quale, a forza di ruote, s'intagliano di basso stiacciato relievo, o basso rilievo, bellissime teste, figure, e animali; levando tanto del primo colore, quanto bisogna per far restare sotto il campo di color diverso. Gli antichi fecero in questa sorta di lavoro opere mirabili, che a' tempi nostri non anno prezzo; moltissime delle quali si trovano nella real Gallerìa de' Serenissimi Granduchi di Toscana. V. Niccolo.
m. Apertura, o vano, che per entro le muraglie della casa si lascia sopra i luoghi, dove si fa il fuoco, acciocchè il fumo per ella portandosi alla sommità della casa se n'esca fuori: la strada dove va esso fumo
ch'è a guisa di tromba, dicesi .