Sodo che si pone per sostegno sotto i capi delle travi, fitte nel muro, sotto i Terrazzini, Ballatoi, Corridoi e Sporti.
f. Beltà Lat. Pulchritudo, formositas. Comunemente, proporzione delle parti, e de' colori.
m. Quella parte del corpo, d'onde prima è preso nostro alimento. Lat. Umbilicus.
add. Superlat. di bello. Lat. Pulcherrimus.
add. Ben proporzionato, che à in ogni sua parte la debita corrispondenza, Lat. Pulcher, formosus. avv. Graziosamente, ornatamente. Lat. Pulchrè.
m. Una gioia. V. Asteria, o Occhio di gatta.
avv. Contrario di . V. Insieme.
add. Dicesi quel lavoro, fabbrica, scultura, o pittura, nella quale, sì nel tutto come nelle sue parti, si riconoscono le dovute proprietà, osservate non così superficialmente, ma quali debbono essere, secondo che 'l naturale dimostra, e non per forza di sola imitazione, come di chi vada copiando ciò che vede, e non intende; ma d'una tal maestrìa, che è nell'Artefice, colla quale potrà assegnare la ragione del suo operato.
V. Lavorato.
m. Gemma che à qualche similitudine collo Smeraldo, la quale Plinio afferma avere avuto principio nell'India, dove per lo più si trova. Anno i Berilli splendor grosso, onde usano gli Artefici lavorargli in figura esagona, acciò pigliando da molte parti il lume, diano più splendore. Trovasene di diverse qualità, altri che pendono in verde e ceruleo; altri che tramandano un certo splendore, che pende in color d'oro, piu chiari, e più foschi; altri di color simile al Giacinto; altri di color gialliccio; alcuni di color dell'olio; ed altri in tutto e per tutto simili al cristallo, e questi son quelli che ne' nostri tempi son chiamati più propriamente di tutti gli altri col nome di Berilli, simili al Diamante; ma non anno però quell'oscurità, che nel suo risplender lucidissimo, mostra il Diamante. Molti Autori ne scrivono, e danno a' Berilli diversi nomi, de' quali non fa a nostro proposito il parlare, tanto più che è fra di loro non poca controversia; e non tutti gli Artefici tengono una sola opinione circa il distinguere questa gemma da altre, per le diverse sue qualità.
f. Color bianchissimo cavato dal piombo a forza d'aceto, che serve per dipignere a olio, e a tempera, e non a fresco: ma dato a tempera in su i muri dove sia aria scoperta diventa nero e guasta le Pitture, il che è seguito nell'opere di principalissimi Maestri, come si vede in alcune nugole nel Chiostrino della Nunziata, fatte da Andrea del Sarto; e in alcune Architetture, e particolarmente mensole di Iacopo da Pontormo, in una volta della real Villa di Castello; l'une e l'altre delle quali furono a secco lumeggiate di biacca; a cagion di che vedonsi oggi i maggior chiari, esser diventati neri affatto.
V. Azzurro di biadetto.
m. Il bianchire.¶ E ancora è il composto delle materie, che servono per bianchire, che sono, acqua pura, gromma di botte, e sale bollito insieme.
. Far divenir bianco, imbiancare; termine proprio degli Argentieri, i quali rendono bianche le figure, ed altri lavori d'argento; con quel composto che essi chiamano bianchimento. V. Dorare a fuoco.
m. Color simile alla neve. Contrario di nero.
. Quella materia di color bianco, fatto d'una spezie di calcina della quale ci serviamo a imbiancare la superficie delle mura. V. Gesso da Imbiancatori.
. Spezie di color bianco fatto delle guscia dell'uovo sottilissimamente macinate, vale per dipignere a fresco.