m. Pezzo quadrato, o che tiri a detta figura, di qualunque materia (Dati nelle postille a Zeusi) e serve a più usi, e spezialmente per commettersi in luogo, dove sia guastamento o rottura, per risarcirla.
. Strumenti di tutto acciaio finissimo, che dopo essere a forza di fuoco addolciti, servono per intagliarvi dentro i ritti e' rovesci delle medaglie; il che, a differenza delle monete, si fa prima col punzone, o madre, e poi con ciappole, ceselli, e bulini; là dove volendo far forme per monete, che deono essere di molto minor rilievo delle medaglie, si adoperano solamente le madri e punzoni, e con quelli si fanno per ordinario i ritti e' rovesci di esse monete, sopra altri strumenti detti pile, e torselli. V. Pile.
m. Ancudine grossa per battervi sopra i metalli. V. Martello da tasso.
. Detto altrimenti , perchè è molto usato in Damasco, e per tutto il Levante; e si fa commettendo ne' metalli intagliati, argento, o oro, formandosi piani, bassi rilievi, e mezzi rilievi; il che si usa anche fare nell'acciaio, cioè nelli scudi, armadure, e ancora nell'armi, e ne fornimenti delle medesime, cavandosi il ferro o altro in sottosquadra, con battervi poi sopra con martelli, o oro, o argento, che si vuol lavorare in fogliami figure o altro.
f. Legno di qualsisía figura appianato per vari usi, e per dipignervi sopra.¶ Donde nè è venuto il dire anche a qualsisía quadro fatto di tela, per esser dipinto.
f. Strumento, che serve agli Architetti per levar di pianta.
. Alcune tavolette di legno, bossolo, o di fico, impastate di polvere d'ossa di pollo o castrato, e servono a disegnarvi sopra.
f. Sorta di vaso da bere di forma piatta, col più di diverse maniere, e per diversi usi.¶ E diconsi, per la somiglianza della forma, quei gran vasi tondi di Porfido, marmo, o altra pietra, che mettono gli Architetti per recipienti dell'acque, che fanno salire in alto, nelle fontane de' Giardini o d'altri luoghi.
m. Edificio rotondo dove si rappresentano gli spettacoli. Lat. Theatrum.
m. Quel tegolo stretto, e concavo, che cuopre gli orli degli embrici.
m. Tutto quel lavoro di terra cotta, che cuopre il tetto, e comprende tanto gli embrici che i tegolini. Lat. Tegula.
f. Quella quantità di panno, drappo, o simil materia, che si tessa, così intera e compiuta, come ella si leva dal telaio; più propriamente per panno lino o canapino.¶ E perchè di questo panno lino o canapino si fanno i quadri per dipignere, perciò fra' Pittori si piglia bene spesso questa voce per lo stesso quadro; invenzione trovata dagli Artefici da centottanta anni in quà in circa (benchè nelle nostre parti più modernamente) per lo grand'utile, che quindi deriva all'Arte, perchè poco pesa, e puole avvoltarsi, e portarsi attorno con facilità, con poco o niun pericolo; e quello che più rilieva si è, che arrivano le tele ad ogni grandezza, e così possonsi con esse fare opere grandissime; il che non avviene delle tavole.
m. Strumento di legname, nel quale si tesse la tela.. Fra' Pittori dicesi propriamente quel legname commesso in quadro, ottangolo, o altra forma, sopra il quale si tirano, e si conficcano le tele, per dipignervi sopra.. Strumento quadro di ferro degli Stampatori di libri, nel quale serrano, con alcune viti, le forme, per metterle in torcolo, e poter'imprimere.
V. Gongole.
f. Termine della Professione de' Pittori, e vale, ogni liquore, o sia colla, o chiara d'uovo, con che si liquefanno i colori.¶ Donde ne viene, la denominazione, di , del .. Qualità che si dà agli strumenti di ferro; ed è una proporzionata durezza
o crudezza, che si dà al ferro, a forza di fuoco; donde si dicono temperati.