Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Ordine d'Architettura
. Quella proporzionata disposizione, che dà l'Artefice alle parti dell'edificio, mediante la quale ciascheduna ritiene il suo sito in quella grandezza, che si ricerca, conforme al fine, che si prescrive il medesimo Artefice. Dicesi anche simetría, che è quanto dire disposizione a misura: e benchè sotto questo termine Ordine, s'intendano le disposizoni delle particulari stanze, che alla natura di qualsivoglia abitazione si convengono; contuttociò pare, che in pratica, per non sò qual proprietà o eccellenza, solo agli ornamenti di essi edifizi s'appropri questa voce: ed in questo modo presa pare si possa dire, che l'Ordine d'Architettura è un concerto o componimento di varie parti proporzionate fra di loro; le quali annesse, a guisa di membra, formano un corpo intero, in cui si vede leggiadría e bellezza, atta a soddisfare l'occhio di chi le mira. Gli Ordini adunque (così presi) dell'Architettura son diversi, e la loro differenza consiste nella diversità delle proporzioni, che possono con ottima regola trovarsi nelle loro parti principali, e nel numero, e diversità delle medesime parti. De' molti Ordini d'Architettura, che dagli antichi furono ritrovati, e posti in uso, solo cinque sono dagli ottimi Artefici stati approvati, cioè il Toscano, il Dorico, lo Ionico, il Corinto, e 'l Composito, de' quali a suo luogo; avvertendo, che anno preso tali denominazioni da' popoli, che o ne furono gli inventori, o ne frequentarono l'uso. Usano in valersi gli Architetti di questi Ordini nella struttura degli edifizij (come dice un moderno Autore) secondo la qualità di ciascuno, nel modo, che tiene la Natura nella produzione degli alberi, la quale gli fa rozzi, e grossi nel piede, nelle parti più alte più sottili, e nella sommità più ornati; che però servonsi prima del Toscano, o del Dorico, come più massicci e robusti degli altri, sopra questi alzano lo Ionico, e finalmente il Corinto, o 'l Composito, che sono i più delicati, ed ornati di tutti gli altri.
Ordine Attico
, altrimenti dicesi
Ordine Bastardo
, che non segue la proporzione degli altri Ordini: usasi per lo più nelle parti superiori degli edifizi.
Ordine Bastardo
. V. Ordine Attico.
Ordine Composito
o
Ordine Composto
, detto da alcuni ancora
Ordine Italico
, o
Ordine Latino
. Uno de' cinque ordini dell'Architettura, del quale Vitruvio non fece particolar menzione: è un composto degli altri quattr'Ordini, cioè Dorico, Ionico, Corinto, e Toscano; onde sortisce il nome di composito, o composto. Fu alcuna volta usato dagli antichi, e si adopera molto fra' moderni: è, siccome il Corinto, al quanto più gracile degli altri tre. La sua colonna, con la base e capitello, è per dieci volte la sua grossezza.
Ordine Composto
. V. Ordine Composito.
Ordine Corinto
. Uno de' cinque Ordini d'Architettura, che fu molto in pregio appresso i Romani, essendosene valuti per lasciar nelle fabbriche alcuna memoria di loro stessi, come mostrano l'arco di Pola, le spoglie del Tempio della Pace, e 'l Panteon. Questo, conforme ancora si è detto del Composito, è alquanto più gracile degli altri tre: ed è la sua colonna, con la base e capitello, per dieci volte la sua grossezza.
Ordine Dorico
. Uno de' cinque Ordini d'Architettura il più massiccio e più forte, che avessero i Greci, e meglio collegato degli altri Ordini; e se ne servirono i Romani ne' Templi de' loro falsi Dei, con più o meno intaglio o lavoro, secondo la qualità del Dio a cui era dedicato. Con quest'Ordine fecesi in Firenze la fabbrica de' Magistrati, detta degli Uffizij con architravi spianati sopra le colonne. In quest'Ordine la lunghezza della colonna è otto volte la sua grossezza: ed usasi ancora alcuna volta insieme col Corinto, e Composito, in uno stesso edificio.
Ordine Gottico
. Dicesi quel modo di lavorare tenuto nel tempo de' Goti, di maniera Tedesca, di proporzione in niuna cosa simile a' cinque buoni Ordini d'Architettura antichi; ma di fazzione in tutto barbara, con sottilissime colonne, e smisuratamente lunghe, avvolte, e in più modi snervate, e poste l'una sopra l'altra, con un'infinità di piccoli tabernacoli, e piramidi, risalti, rotture, mensoline, fogliami, animali, e viticci, ponendo sempre cosa sopra cosa, senza alcuna regola, ordine, e misura, che vedersi possa con gusto.
Ordine Ionico
. Uno de' cinque Ordini d'Architettura, alquanto più svelto del Dorico, fatto dagli antichi ad imitazione degli uomini, che son fra 'l tenero e 'l robusto, però messonlo in opera in fabbriche dedicate ad Apolline, a Diana, e a Bacco, e talora a quelle di Venere. È Ordine leggiadrissimo, come mostrano le fabbriche fatte con esso dagli antichi, e da' moderni. Questo, insieme col Dorico, è alquanto più robusto del Corinto, e del Composito, ma non quanto il Toscano. La lunghezza della sua colonna, con la base e capitello, per nove volte la sua grossezza.
Ordine Rustico
Ordine Toscano
. Uno de' cinque Ordini d'Architettura, più nano, e di maggior grossezza degli altri Ordini, e più semplice nelle modanature, ne' capitelli, e nelle base, e altri suoi membri. Chiamasi Toscano, perchè mentre dalla Grecia s'introdusse l'Architettura in Italia (come dice Daniel BarbaroLib. 4. cap. 70.) ebbe il suo primo stato nell'Etruria, da i Rè della quale fu usato nelle loro fabbriche. Se ne valsero ancora i nostri antichi, per far porte, finestre, ponti, castelli, e torri da Città, e da campagna, porti di Mare, fortezze: e perchè il più robusto, anche fra tutti gli altri il più durevole. In quest'Ordine la lunghezza della colonna, con la base e suo capitello, è per sette volte la sua grossezza, misurata nel vivo dell'imoscapo, o ratta da piede.
Orecchio
m. Uno de' membri del corpo dell'animale, che è strumento dell'udito; che però dicesi organo delle discipline, senza il quale è impossibile all'uomo il farsi erudito. Dividesi in esterno, ed in interno; riceve quello le spezie udibili, ovvero il suono, e questo le giudica. V. Scheletro.
Orecchio
Muscoli dell'Orecchio
. Vedi Muscoli.
Orefice
m. Artefice che lavora d'oro, altrimenti detto Orafo. Dividesi in Grossiere, e Minutiere.
Grossiere
dicesi quello, che fa lavori grandi, come sono vasi, bacini, candellieri, statue, e altri sì fatti
.
Minutiere
quello che fa lavori gentili, quali sono tutte le legature d'oro delle gemme, come sono per esempio le anella, gli orecchini o pendenti, i polsetti, i picchiapetti, e tutte l'altre sorte di gioielli
. E sebbene Orefice vuol dire, strettamente preso, colui che lavora d'oro, siccome Argentiere, chi lavora d'argento, contuttociò molto spesso sotto questa denominazione d'Orefice, vengono compresi ancora gli Argentieri.
Oreficería
f. L'arte dell'orefice. Questa à otto modi di lavorare, che sono,
gioiellare
,
lavorar di niello
,
lavorar di filo
,
lavorar di cesello
,
lavorar di cavo
,
lavorar d'intaglio
,
stampar ne' conj
per far medaglie, monete, e sigilli; e
lavorar di grosseríe
, che sono statue, vasi, e simili. A' tempi nostri sorta un'altra bella invenzion di lavoro, che chiamano
lavori di filo in grana
, col quale si fanno, non solo tazze, pomi, e manichi di spade, ed altre simili belle cose, ma ancora ornamenti di spere, e di cassette, che paiono quelli scorniciamenti lavorati a punta d'ago, con animali, e fiori, che non si può desiderar di vantaggio.
Oricalco m.
V. ottone.
Orificio
, ed
Orifizio
m. Apertura, adito. Lat. Orificium.
Originale
m. Così chiamano i nostri Artefici quella pittura, scultura, o altra simil cosa, che è la prima a essere stata fatta, e dalla quale ne sono state cavate le copie.
Orlo
m. L'estremità de' panni cucita con alquanto rimesso.¶ E prendesi ancora generalmente per qualsivoglia estremità.
Orlo
. Membro degli ornamenti d'Architettura. V. Plinto.
Orminiaco
m. Una mestura alquanto liquida e viscosa, che serve per dorare cosa, che non vada brunita. Serve in cambio di mordente per mettere oro da non brunirsi sopra drappi, corami, legnami, ed altro.
Ornamento
Ornato
m. Abbellimento, e dicesi propriamente di cose materiali, che si aggiungono intorno a che che sia, per farlo vago e bello.
Ornamenti d'Architettura
. Nome generale, sotto di cui si comprendono tutte le parti principali degli Ordini, come colonne, piedestalli, architravi, fregi, e cornici, ed archi, e tutte l'altre cose accomodate, con giusta regola e proporzione, all'abbellimento degli edifizj, le quali come minori, e parti delle soprascritte, non tanto si chiamano ornamenti, quanto anche membra degli stessi ornamenti.¶ È anche nome particulare d'alcuni membri d'Architettura, come foglie, cartocci, volute, fiori, ed altre sì fatte cose.Di questi Ornamenti adunque, tanto in generale che in particulare, e delle loro parti o membra, avendone parlato a sufficienza al suo luogo, ivi rimettiamo il discreto Lettore. V. Membra degli Ornamenti.
Ornare
. Adornare, abbellire una cosa con ornamenti. Lat. Ornare.
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