Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Olio
m. Nome generico d'ogni liquore grasso, e untuoso, come quello che si cava dall'uliva. Varie spezie d'olij adoprano i nostri Artefici, che quì sotto si registreranno.
Olio di lino
. L'olio che si cava dal seme del lino, che però si chiama ancora
olio di linseme
. Serve a' Pittori, per macinare i colori, per dipignere a olio.
Olio di noce
. L'olio cavato dalle noci, il quale serve a' Pittori per dipignere, macinando, e stemperando con esso i colori. Invenzione trovata da Giovanni Eick da Bruggia, Pittor Fiammingo, circa gli anni 1410. non ostante quanto ne disse il Vasari in contrario.
Olio di sasso
detto altrimenti
nafta
(Pliniolibro 2. cap. 18.) o pure
olio petroleo
. Serve a far vernice per pitture, e per lavar le figure di cera colorata, quando per lo tempo son divenute gialle. Trovasi quest'olio nello stato di Modana, ed in altri luoghi di Lombarda; ed è mirabilmente attrattivo del fuoco.
Olio di Sicilia
. Lo stesso che lo Spalto di Sicilia. V. Nero di Spalto.
Olio cotto
. L'Olio di noce, o di lino, fatto bollire al fuoco talvolta solo, talvolta con litargirio d'oro, e talvolta con vetro sottilissimamente macinato con acqua. Adoprano l'olio cotto i Pittori con litargirio o con vetro, per temperar con esso quei colori, i quali in gran lunghezza di tempo, e con difficultà seccherebbono, come sono la lacca, la terra nera, il nero d'osso, il nero di fumo, e altri: imperocchè tanto il litargirio, quanto il vetro sottilissimamente macinato, anno facultà di seccar prestissimamente. Adoprano l'olio cotto solo senza mescolanza di vetro o litargirio, con quei colori, che da per loro stessi prestamente seccano, come la biacca, il minio, la terra verde, la terra d'ombra, il cinabro, gli smalti, il nero di brace, ed altri, perchè secchino prestissimo; ma avvertasi, che l'usarlo nella biacca sarebbe dannoso, perchè farebbe divenir la pittura di color giallo. L'olio cotto puro, quando è fatto con olio ben chiaro; serve anche a' medesimi Pittori qualche volta incambio di vernice, negli scuri più profondi, o dove la pittura fosse assai prosciugata. E notisi che l'olio di noce, e di lino crudo, per sua natura sempre secca; ma non così presto di gran lunga, quanto e' fa cotto solo, e tanto più mescolato col vetro macinato o litargirio.
Olio petroleo
. V. Olio di sasso.
Olmo
m. Albero, il cui legname serve agli edifizi, tanto per istare al coperto, che per istare allo scoperto, perchè vie più s'assoda. Vale ancora a far manovelle, con cui s'aiutano a muovere i gran pesi; ed in somma serve ad ogni sorta di lavori di fabbriche, come sono i carretti dell'artigliere, i carri, e ruote delle carrozze, i remi delle galere, e simili, e per questo è di quella sorte legnami, che non si può tagliare dal suolo, senza licenza del pubblico. Lat. Ulmus.
Ombra
f. L'oscurità che fanno i corpi opachi, alla parte opposta a quella, che è illuminata. Lat. Umbra.
Ombra
. Termine de' Pittori, per il quale generalmente intendono quel colore più e meno scuro, che degradando verso il chiaro, serve nella pittura per dar rilievo alla cosa rappresentata. Dividesi in tre gradi, detti, ombra, mezz'ombra, e sbattimento. Ombra dicesi quella che fa un corpo in sè medesimo, come per esempio una palla che à 'l lume da una parte, viene ad esser mezza luminosa, e mezza scura, e quella parte oscura dicesi ombra.
Mezzombra
diciamo quello spazio, che è tra 'l lume, e l'ombra, mediante il quale l'uno passa nell'altro, come aviamo detto, digradando a poco a poco, secondo la rotondità del corpo
. Sbattimento è l'ombra che vien cagionata sul piano, o altrove dalla cosa dipinta, e corrisponde a quell'oscurità, che gettano fuori di sè i corpi nella parte opposta a quella, chè illuminata, e che dicesi ombra. V. Sbattimento.
Ombragione f.
Ombramento m.
L'adombrare, il fare ombra. Lat. Obumbratio.¶ E per l'ombra stessa. Lat. Umbra.
Ombrare
Fare ombra. Lat. Inumbrare.¶ Appresso i Pittori dicesi
ombrare
, per far quel lavoro, che essi chiamano ombre, cioè colori più e meno oscuri, per dare alle loro pitture il dovuto rilievo.
Ombrato
add. Oscurato, adombrato, auggiato, ricoperto d'ombre.
Ombrato
m. Lavoro di pittura con ombre.
Ombreggiare
. Fare ombra. Lat. Inumbrare.¶ E
ombreggiare
per fare l'ombre de' Pittori, e talora anche dipignere, o abbozzare.
Ombrosità
; f. Grande oscurità d'ombra.
Ombroso
add. Pieno d'ombra.¶ Oscuro.
Omero
m. Spalla. Lat. Humerus.
Omero
Muscoli dell'Omero
. V. Muscoli.
Omero
Ossa dell'Omero
. V. Scheletro.
Onda
f. Parte dell'acqua, che ondeggia. Lat. Unda, fluctus.
Onda
, o
Gola
che si divide in dritta, e rovescia. Sorta d'ornamento d'Architettura V. Membra degli ornamenti.
Ondeggiare
. Fare onde, ed è proprio dell'acque agitate, le quali per forza del movimento si perquotono insieme. Lat. Undare, fluctuare.
Ondoso
add. Pieno d'onde.
Onice
Onichino
Nichetto
Niccolo
m. Gemma, secondo Plinio, quasi simile al Grisolito, alla Sarda, e al Diaspro. Trovasene nell'India, nell'Arabia, e in Germania: e vi è Autore che afferma nascere ella nel fiume Fisone, che viene dal Paradiso terrestre, e lo cava dal Genesi al secondo; dove parlandosi di quel fiume si dice nascervi l'oro, e trovarvisi la pietra Onichino. Distinguono questa gioia in cinque diverse sorte, secondo i diversi suoi colori. La prima (nella quale concorrono buoni Autori, come il Cardano, Dionisio, e altri) è di colore dell'ugna dell'uomo; la seconda profondamente nera; la terza che vien dall'India nera pendente in giallo; la quarta alquanto gialla con vene bianche; e la quinta che vien d'Arabia, nera con vene e cerchi bianchi: quella di Germania è chiamata Calcedonio, che à le varietà di colori e forme d'occhio umano, da Plinio attribuite all'Onice. Di questa gemma si parla molto nella Sacra Scrittura, cioè nella Genesi, nell'Esodo, e altrove. I Naturali le assegnano diverse facoltà, come si può riconoscere da' loro scritti: a' nostri Artefici serve, come ogn'altra gioia, per varj e prezziosi ornamenti, e fatture. Nè voglio lasciar di dire, trovarsi l'Onice alcuna volta con la superior corteccia d'un sol colore, e l'inferiore d'un altro, ed allora chiamasi
Camehuia
, e forsi Cameo, dal color che tiene di Cammello, o perchè abbia non sò che di simile alla cama; così l'AldovrandoLib. 4. Mus. Metal. cap. 74. In questa gemma s'intagliano figure, e vedonsene delle così ben fatte, che non anno prezzo, che le adegui. V. Cammeo, e V. Niccolo.
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