, ed| add. Tondo bislungo; detta ovata o aovata o ovale, quella figura che è fatta alla somiglianza o forma dell'uovo, e fassi in diversi modi, e in diverse proporzioni.
m. Figura ovata.
m. Regione, provincia.
. Appresso i Pittori sono quella sorta di pittura, che rappresentano campagne aperte, con alberi, fiumi, monti, e piani, ed altre cose da campagna, e villaggio.. Nome proprio d'alcune pietre, che si cavano nella campagna nostra, sopra la villa di Rimaggio, vicino a Firenze a tre miglia. Sono di durezza quanto il paragone; e mostrano naturalmente nelle macchie loro, aria, nuvoli, onde, casamenti, campanili, torri, ed altri edifizj, così belli, che alcuna volta paiono dipinti. Fannosene quadretti di grandezza fino ad un braccio in circa; se ne adornano stipetti, aggiugnendovi talvolta qualche figura d'uomini, d'animali, d'alberi, o d'altra simil cosa appropriata alla macchia naturale: il primo che incominciasse a dipignere sì fatte pietre con altre più preziose fu Francesco Bianchi Buonavita Cittadin Fiorentino, che stava al servizio del Serenissimo Granduca nella sua real Gallería, e ciò fu dopo il 1620. con volontà della Serenissima Arciduchessa Mariemaddalena, dalla quale riconobbe quel tempo il godimento di sì bella invenzione, e fin d'allora dalla nostra Città di Firenze, se ne cominciarono a mandare così fatti lavori per tutto il Mondo, e mandansene tuttavía.
f. Strumento noto di varie forme e materie. Serve per diversi usi, come per caricar rena, e calcina, e per aiuto del mescolarla con essa rena; e queste appresso di noi anno acquistato il nome di ; forse perchè ci vengono dalla Città di Brescia, più che d'altronde.
f. Lavoro o ordine di più pali ficcati in terra, per riparare all'impeto del corso de' fiumi. Lat. Palatio festucatio. Servono anche le palafitte per stabilire e assicurare fondamenti degli edifizj, da farsi in quei luoghi, ove si dubitasse della fermezza del suolo.
. Far palafitta.
f. Lavoro di palafitte.
m. Colui che opera con la pala, colui che spala, che più comunemente dicesispalatore.
f. Palo diviso per lo lungo: serve a far palancato.
m. Lavoro o opera di palanche, che suole esser comunemente una chiusa fatta di pali divisi in cambio di muro, e per altro nome dicesi , per esser composto di stecche come sono i pali divisi. Lat. Vallum.
. Ficcare pali in terra a sostegno di che che sia particolarmente de' frutti. Lat. Palare, pedare.¶ Per far palafitta, che dicesi anche palafittare.
add. Da palare, armato di palo per sostegno. m. Parte superiore di dentro della bocca, nella quale è riposto il senso del gusto. Lat. Palatum.
, e m. Casa grande, e per lo più isolata, e comunemente s'intende per tal voce ogni grand'abituro. Lat. Palati.
m. Diminutivo di palco, palco piccolo.
m. Quella copertura della fabbrica, che è di superficie piana, e non serve a stare nella parte più alta dell'edifizio per ricever le piogge; ma stando sopra il capo degli abitatori nella parte di esso edifizio, sostiene il pavimento e solaio nella parte superiore. Chiamasi il palco dagli Architettori col nome diCielo.
f. Edifizio spazioso e capace di gran gente, con molte aperture per introdurvi luce, adorno di logge e prati, usato dagli antichi per servizio di coloro, che attendevano agli esercizj della lotta, e del disco. Lat. Palestra.