Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Pagina: 115

Pagina precedente Pagina successiva
Ornato
add. Da ornare, adornato, abbellito, vago, adorno.
Ornato m.
V. Ornamento.
Oro
m. Metallo il più nobile di tutti gli altri. Lat. Aurum.
Oro in foglia
. Oro di ventiquattro carati, battuto tanto sottilmente, che ridotto in foglie larghe un'ottavo di braccio per ogni verso, non arriva a valer più, che scudi sei per ogni migliaio di foglie, compresa in esso prezzo l'opera del manifattore. Questo è quello del quale si servon gli Architetti, per far dorar soffitte, ed ogni altro ornamento di fabbriche, quadri, e suppellettili. Serve ancora a' Pittori per dorare, a mordente e a orminiaco, cose che vadan dipinte, sopra drappi, corami, ed altro. Riducesi ancora l'Argento a questa guisa in foglia, e serve per inargentare, o per metter sotto come fondo a quei colori, che per non aver corpo traspariscono, ed il colorire con essi l'argento dicesi
velare
. Quell'Artefice, che riduce tanto l'oro, che l'argento in foglia, chiamasi
Battiloro
, e quell'altro il quale se ne serve per dorare, e inargentare, chiamasi
Mettidoro
.
Oro macinato
. Una sorta d'oro, del quale si vagliono i Miniatori, e i Pittori, per lumeggiare i loro disegni, e talvolta le loro pitture. Questo non è altro che oro in foglia macinato, in una tazza di cristallo, con mele e gomma, e riposto in nicchi a conservarsi; ed adoprasi non tanto col pennello, quanto ancora con la penna, per iscrivere lettere d'oro, ma dopo che gli è rasciugato bisogna brunirlo, perchè riceva il suo splendore.
Orpimento m.
V. Giallo detto Orpimento.
Ossame
m. Quantità d'ossa.
Ossami
. Trovasi questa voce appresso Leon Batista Alberti, per significar le cantonate,
pilastrate
, o
colonnate
, o altra simil cosa, che in cambio di quelle si metta, per regger le travature e gli archi delle volte; siccome ancora le coperture de' vani, e gli stipiti.
Osservanza
Osservazione
f. L'osservare, cioè il mantenere.
Osservanza del decoro
. Qualità, dalla quale risulta (dice il Paggi nella sua Tavola) quasi tutta la ragionevolezza dell'Artefice nel suo operare: e consiste nel guardarsi da mettere in opera cosa alcuna contro il verisimile, sì della materia che si rappresenta, come del luogo, del tempo, e d'altri rispetti necessarj. Vero è che di certe cose, le quali ordinariamente son grate e dilettevoli all'occhio, come figure ignude, capellature, ed acconciature ricche, celate, pennacchi, armature, colori vaghi, drappi a opera, calzaretti, colonne, piedestalli, cortinaggi, vasi trasparenti, figure sbattimentate in ombra, si permette al Pittore uscendo alquanto del rigore, esserne onestamente liberale; ma non già prodigo, mettendole a sproposito con evidente offesa del verisimile, e del decoro.
Osso
m. Parte solidissima del corpo dell'animale, congiunta e collegata a' nervi.
Ossa tutte del corpo umano.
V. Scheletro.
Ottagono
m. Figura di otto lati.
Ottangolo
m. Figura d'otto angoli.
Ottonaio m.
V. ottone.
Ottone
m. Rame alchimiato ch'à il color simile all'oro; dicesi anche
oricalco
dalla voce Greca, imperocchè si fa di rame, detto da' Greci chalco; ed a forza di fuoco, e con molti ingredienti si conduce al color dell'oro, benchè tuttavía ritenga la durezza del bronzo. Ugut. in Lib. Derivatorum dice, che chiamasi oricalco ab auro et chaco, quasi malum aurum; perchè à solo il colore, ma non il valore dell'oro. Serve a' nostri Artefici per varie opere, come vasi, o piedi di vasi, candellieri, e talvolta anche statue: fondesi come gli altri metalli; ma per essere di sua natura un pò più crudo, si liquefà assai più facilmente degli altri. E l'Artefice, che fa professione di lavorar d'ottone, dicesi
Ottonaio
.
Ottuso
add. Grossolano, materiale, spuntato; contrario d'acuto e appuntato.
Con il contributo di