add. Da ornare, adornato, abbellito, vago, adorno.
V. Ornamento.
m. Metallo il più nobile di tutti gli altri. Lat. Aurum.. Oro di ventiquattro carati, battuto tanto sottilmente, che ridotto in foglie larghe un'ottavo di braccio per ogni verso, non arriva a valer più, che scudi sei per ogni migliaio di foglie, compresa in esso prezzo l'opera del manifattore. Questo è quello del quale si servon gli Architetti, per far dorar soffitte, ed ogni altro ornamento di fabbriche, quadri, e suppellettili. Serve ancora a' Pittori per dorare, a mordente e a orminiaco, cose che vadan dipinte, sopra drappi, corami, ed altro. Riducesi ancora l'Argento a questa guisa in foglia, e serve per inargentare, o per metter sotto come fondo a quei colori, che per non aver corpo traspariscono, ed il colorire con essi l'argento dicesi . Quell'Artefice, che riduce tanto l'oro, che l'argento in foglia, chiamasi , e quell'altro il quale se ne serve per dorare, e inargentare, chiamasi .. Una sorta d'oro, del quale si vagliono i Miniatori, e i Pittori, per lumeggiare i loro disegni, e talvolta le loro pitture. Questo non è altro che oro in foglia macinato, in una tazza di cristallo, con mele e gomma, e riposto in nicchi a conservarsi; ed adoprasi non tanto col pennello, quanto ancora con la penna, per iscrivere lettere d'oro, ma dopo che gli è rasciugato bisogna brunirlo, perchè riceva il suo splendore.
V. Giallo detto Orpimento.
m. Quantità d'ossa.
. Trovasi questa voce appresso Leon Batista Alberti, per significar le cantonate, , o , o altra simil cosa, che in cambio di quelle si metta, per regger le travature e gli archi delle volte; siccome ancora le coperture de' vani, e gli stipiti.
f. L'osservare, cioè il mantenere.
. Qualità, dalla quale risulta (dice il Paggi nella sua Tavola) quasi tutta la ragionevolezza dell'Artefice nel suo operare: e consiste nel guardarsi da mettere in opera cosa alcuna contro il verisimile, sì della materia che si rappresenta, come del luogo, del tempo, e d'altri rispetti necessarj. Vero è che di certe cose, le quali ordinariamente son grate e dilettevoli all'occhio, come figure ignude, capellature, ed acconciature ricche, celate, pennacchi, armature, colori vaghi, drappi a opera, calzaretti, colonne, piedestalli, cortinaggi, vasi trasparenti, figure sbattimentate in ombra, si permette al Pittore uscendo alquanto del rigore, esserne onestamente liberale; ma non già prodigo, mettendole a sproposito con evidente offesa del verisimile, e del decoro.
m. Parte solidissima del corpo dell'animale, congiunta e collegata a' nervi.
V. Scheletro.
m. Figura di otto lati.
m. Figura d'otto angoli.
V. ottone.
m. Rame alchimiato ch'à il color simile all'oro; dicesi anche dalla voce Greca, imperocchè si fa di rame, detto da' Greci chalco; ed a forza di fuoco, e con molti ingredienti si conduce al color dell'oro, benchè tuttavía ritenga la durezza del bronzo. Ugut. in Lib. Derivatorum dice, che chiamasi oricalco ab auro et chaco, quasi malum aurum; perchè à solo il colore, ma non il valore dell'oro. Serve a' nostri Artefici per varie opere, come vasi, o piedi di vasi, candellieri, e talvolta anche statue: fondesi come gli altri metalli; ma per essere di sua natura un pò più crudo, si liquefà assai più facilmente degli altri. E l'Artefice, che fa professione di lavorar d'ottone, dicesi .
add. Grossolano, materiale, spuntato; contrario d'acuto e appuntato.