Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Occaso
m. Occidente; quella parte, dove tramonta il Sole. Lat. Occasus.Termine astrologico, e poetico.
Occhiaia
f. Luogo dove stanno gli occhi, altrimenti detta
cassa dell'occhio
.
¶ E occhiaia pigliasi per un certo lividore formato sotto l'occhio.
Occhiale
add. Attenente a occhio; donde dicesi
dente occhiale
quello, che à corrispondenza con l'occhio
.
Occhiale
, o
Cannocchiale
m. Strumento fatto per vedere le cose lontane, alle quali la vista naturale non arriva, inventato l'anno 1609. dal non mai a bastanza celebrato Galileo Galilei Fiorentino. Questo vien composto di due cristalli, un minore, e questo è incavato sfericamente, o da una sola parte e dall'altra piano, o incavato da tutte e due le parti. L'altro maggiore di superficie convessa, o da amendue le parti che si chiama
lente
, o da una sola e dall'altra piano, che si chiama
meza lente
. Il primo incavato si dice l'
oculare
, perchè è quello che si tiene all'occhio; il secondo convesso si dice
obbiettivo
, o
oggettivo
, perchè riceve le specie che si partono dagli oggetti
; e si pongono questi due cristalli nell'estremità d'una canna, composta di più pezzi, in distanza proporzionata alla forma de' detti cristalli. Lat. Thelescopium.
Occhiali
m. Strumento da occhi per aiuto della vista; i moderni lo dicono Latinamente
Conspicilia
. È composto questo strumento di due cristalli o vetri legati in un filo d'ottone argento o altro metallo, o incastrati in cerchietti d'osso o di quoio: tiensi sul naso davanti agli occhi, sicchè il raggio visivo, ch'è tra gli oggietti e gli occhi, trapassi per essi. Un così utile artifizio è di quei che non conosciuti dall'antichità, s'annovera fra' ritovati di nuovo. Guido Panciroli, De novis repertis tit. XV. de Conspicilijs. Dice.Multi dubitant, utrum veteres conspicilia habuerint nec ne; quoniam Plinius rerum omnium Scriptor diligentissimus, nullum de his verbum faciat. Contra verò mentio horum apud Plautum fiat, cum ait: Vitrum cedo, necesse est conspicilia uti. Id quod nulla alia de re, quam despecillis, quæ vulgo ocularia dicuntur, potesti intelligi. Testimonia Fra Giordano da Rivalto dell'Ordine di San Domenico, famoso Predicatore in Toscana da 300. e più anni addietro, essere invenzione ritrovata a' suoi tempi; le sue parole cavate da una sua Predica, e citate dal famosissimo Vocabolario della Crusca, sono le seguenti.Non è ancora venti anni, che si trovò l'Arte di fare gli occhiali, che fanno veder bene, che è una delle migliori Arti, e delle più necessarie, che 'l mondo abbia. Il Dottor Francesco Redi, nobile Aretino, Protomedico dell'AA. SS. di Toscana, celebre scrittore, poeta, e filosofo, ed in questo nostro Secolo pregio della Fiorentina eloquenza, in una sua eruditissima Lettera scritta al virtuosissimo e nobilissimo Paolo Falconieri, già primo Gentiluomo della Camera del Sereniss. Granduca, prova ad evidenza, che questa utilissima invenzione fu trovata in Toscana d'intorno agli anni 1280. e 1310. da Fra Alessandro Spina Pisano dell'Ordine de' Predicatori, che di questa vita mancò del 1313. Il che egli va confermando con molte buone ragioni, e a maraviglia sciogliendo le difficultà che si potessero opporre in contrario. Fannosi gli occhiali di diversa manifattura, proporzionata a diversi usi, per i quali ce ne serviamo. E primieramente si à riguardo, se anno da aiutare la vista corta, ovvero la debilitata; se anno da servire, per veder da lontano, o pure da presso. Per la vista corta, ad effetto di veder da lontano, fansi gli occhiali incavati o concavi, i quali mostrano gli oggetti anche vicini ridotti minore assai del loro essere naturale. Per l'altra fabbricansi occhiali convessi detti anche lenti, i quali fanno apparir gli oggetti ancorchè lontani maggiori assai di quello sono: ed alla proporzione della maggiore o minore sfera, a cui risponde la centina, su la quale sono lavorati, ricevono la virtù di ringrandire più e meno gli oggetti sopra l'esser loro naturale: che per altri sono detti
occhiali di prima vista
, altri
occhiali di seconda vista
: e tanto i concavi che i convessi si fabbricano di cristallo o vetro non colorato, ma tersissimo, e senza alcuna macchia. Fannosi occhiali ancora per confortar la vista, la quale non venga disgregata o affaticata dalla bianchezza della carta nello studiare, e questi si fabbricano di vetro piano colorito, più e meno carico di colore; servono in oltre per viaggio, affinchè la virtù visiva, o l'occhio, nè dal riflesso del Sole, nè dalla polvere, riceva nocumento; ed a questo effetto sono loro aggiunte certe strisce di quoio, che serrandogli alle tempie e alla testa fermangli agli orecchi. Per conservazione degli occhiali di materia cotanto fragile, fannosi casse di avorio e di diversi legnami, e di variate fogge, siccome ancora di cartone foderato di quoio, alla usanza delle guaine de' coltelli e delle custodie da oriuoli.
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