m. Sorta d'Albero fruttifero (il cui frutto chiamasi noce) legname il quale è molto atto a far'ornamenti intagliati di figure, fogliami, e rabeschi d'ogni sorta. Serve ancora agli edificj; e Teofrasto scrive, questo legname esser molto a proposito per far travi, e correnti; atteso che abbia una certa proprietà di dar cenno prima di rompersi con un certo rumore, che fa; ed esservene l'esempio di ciò, che avvenne nel bagno d'Andro, che rompendosi le travi, e rovinando i tetti da tal legname sostenuti, niuno fu di coloro, che stavano sotto, che ricevesse nocumento, per esser prima della rovina stati avvisati dal suono, o scoppietti, che fecero le travi antecedentemente di rompersi. I Periti di tal legname nelle nostre parti di Toscana distinguono due sorte di noci; uno, che chiamano , ed un'altro, che dicono , e tutti due ne' lavori ricevono bel pulimento, e lustro: è però fra di loro questa differenza, che 'l malescio non lo riceve così morato come il gentile, ed il suo frutto non punto godibile;
mercè l'esser il midollo delle sue noci così fortemente fitto e serrato nella sua cassa con tramezzi sì forti e stretti, che quindi non può cavarsi, senza romper la noce in minutissimi pezzi. f. Frutto dell'albero noce.
. V. Piede.
f. Diminutivo di noce, ed è lo stesso, che , chiamata così in alcuni luoghi di Toscana.Strumento. Una palla per lo più d'ottone, la qual contiene in sè un'altra simil palla, che facilmente si muove, e mediante una vite si ferma per ogni verso. Serve per abbassare, alzare, e fermare le tavolette, che s'adoprano per levar di pianta.
m. Diminutivo di nodo.¶ E per la noce del piede. Lat. Astragalus.V. Piede.
m. Legamento, e aggruppamento delle cose arrendevoli in sè medesime, come nastro, funi, e simili, fatto per istrignere, e per fermare. Lat. Nodus.. La congiuntura delle dita delle mani e de' piedi, che anche si dice nocca, e articolo. Lat. Articulus.
. La congiuntura del capo col collo.
. Un certo lavoro a guisa di nodo, di cui non apparisce nè il capo nè il fine.
. Quegli ornamenti di fuori, nelle facciate delle medesime torri, corrispondenti all'impalcature, presa la similitudine da' nodi della canna, la quale essendo lunga e sottile, ad ogni poco della sua lunghezza intraversata col nodo, che la rende più forte.
add. Pien di nodi. Lat. Nodosus.
f. Lo schienale delle reni, che aggiugnesi nella collottola col cervello, detto altrimenti spina.
add. Ignudo. Lat. Nudus.
e m Vapore umido attratto nella parte superiore dell'aria. Lat. Nubes E uno strignimento dell'aere raunato per attrazzione di vapori, e di fumosità di terra, e di mare, per la larghezza dell'aere e per lo cacciamento de' venti, e per lo calore interchiuso nella sustanza della nuvola, di quà e di là si muove, e dimena. Sono i nugoli difficilissimi ad imitar bene in pittura, per la varietà de' colori, che ricevono dalle diverse opposizioni di luce, o d'altri nugoli, e per esser contornati con tanta dolcezza, che quasi è impossibile imitar quelli bene, senza dar nel crudo, ed accomodar'il campo d'aria e con le figure in modo naturale e grazioso.
, e add. Pieno di nugoli.
m. Raccolto di più unità. Lat. Numerus. Il numero è la materia considerata dall'Arimmetico o Abbachista. E dividesi il numero appresso di esso in o , e , il quale dagli Arimmetici dicesi ancheminuzia.
. Registrar per numero. Lat. Numerare.
. Torcere, andare indirettamente. Lat. Obbliquè progredi.
; f. L'obbliquare, l'andare indirettamente.
. add. Torto, non retto, indiretto, pendente; termine matematico, ed è opposto a retto. Lat. Obliquus.
, o |Mole di pietra, fatta tutta d'un pezzo, nella base quadra, ma di forma bislunga molto, con una punta a piramide smussata; inventata dagli Egizij, per simboleggiare il raggio del Sole, entro la quale scolpivano i loro Ieroglifici. Maravigliosa fu quella che Sisto V. per opera di Domenico Fontana celebre Architetto, rizzò su la Piazza di San Pietro in Roma. A' tempi nostri ne à Innocenzio X. eretta un'altra sopra la fonte da lui fatta in Piazza Navona. Nella Real Galleria de' Serenissimi di Toscana vi è un'obelisco piccolo sì, ma copiosissimo
di ieroglifici. Delle Guglie o obelischi, e loro interpetrazion, anno scritto eruditamente Mons. Michele Mercati, ed il Padre Kircker della Compagnia di Giesù.