f. Uno de' Membri dell'Architrave. V. Membra degli Ornamenti., oV. Membra degli Ornamenti.
m. Dalla voce greca Lithargyrion, che significa pietra d'argento. Spuma d'argento, generata da una terra chiamata che si fa ardere finchè s'infuochi. ¶ Fassi ancora il detto litargirio di lamine di piombo messe nel fuoco. À questo, oltre a varie virtù medicinali, tanto del diseccante, che fa sì, che l'olio di noce o di lino prestamente secchi; che però i Pittori usano metterlo nell'olio cotto, per macinar con esso quei colori che in lunghezza di tempo, e con difficoltà seccherebbono.
f. Riparo o trincea.
f. Edifizio aperto, la cui copertura si regge su gli architravi, e questi in su' pilastri, e colonne. Lat. Pergula, perystilium.
m. Parte muscolosa del corpo dell'animale, che cuopre l'arnione, ed appartiene al ventre.
f. Lunghezza; ed è termine della Cosmografia. Lat. Longitudo.
f. Lunga distanza di luogo a luogo. Lat. Longinquitas.
add. Remoto, distante per lungo spazio a luogo a luogo. Lat. Longinquus. avv. Lat. Longè, procul.
m. Fango. Lat. Lutum, coetum.¶ E loto dicesi certa terra immorbidita con l'acqua, nella quale gli Scultori bagnano, o intridono panni lini, per vestir con essi i modelli delle figure, che debbono mettere in opera, acconciando essi panni intorno al modello, per modo che vengono, a far quelle pieghe le quali vogliono, che abbia il vestito della statua.
f. Ciò che illumina, splendore. Lat. Lux, splendor.
add. Che luce, che à splendore, risplendente.
f. Lo esser lucente.
. Copiare per via di luce. Termine proprio de' nostri Artefici; il che si fa in diverse maniere, o con l'aiuto di carte unte e trasparenti, o con carte fatte di colla di pesce, o con specchi, o con veli neri tirati sul telaio; prendesi uno de' soprannominati strumenti e ponendolo sopra la pittura o disegno, che si vuol copiare, acciocchè, trasparendo al disopra i contorni, vi si possan fare per l'appunto, senza la fatica dell'immitargli a forza del giudizio dell'occhio, e ubbidienza della mano; e si posson poi calcare sopra carta, o altro, dove si vorranno copiare. Del velo nero tirato sopra un telaio si vagliono nell'opere grandi in questa forma che postolo sopra la cosa da lucidarsi, d'intornano sopravi con gesso; di poi posano il velo sopra la tavola, o tela, dove vogliono operare, e battendolo, e strofinandolo leggiermente, fanno sopra esse cadere il contorno di gesso: invenzioni tutte, che da chi sa poco, si adoperano con poco frutto; perchè le più squisite minutezze de' dintorni, nelle quali consiste la perfezzione del disegno, con tali istrumenti non si pigliano mai in modo, che bene stieno. Dico da chi sa poco; perchè possono gli eccellenti Artefici valersene con utilità, pigliando dal lucido il dintorno d'un certo tutto, e poi riducendo le parti con maestra mano a stato perfetto.
f. L'esser lucido.
add. Terso, liscio, rilucente. Lat. Lucidus, clarus, perspicuus. m. Il lucidare; e lo strumento da lucidare.
V. Chiocciola.
m. Splendore illuminante nato dalle cose che rilucono. Lat. Lumen.¶ Per luce, e per qualsivoglia cosa, che riluca. ¶ I Pittori chiamano quella chiarezza, che ridonda dal reflesso dello splendore o lume, sopra la cosa illuminata, cioè un color chiaro apparente nella cosa colorita a simiglianza del vero; questo digradando dolcemente verso lo scuro, o ombra, che vogliam dire, serve alla pittura, per far rilevare, e risaltare la cosa rappresentata; ed il dare quel color chiaro dicono . Questi lumi si fanno più e meno chiari secondo la digradazione del rilievo.