f. Materia colata, e s'intende per lo più delle fecce, o parti solide, separate dalle liquide.
. Una certa gruma, tartaro, o pietra, che vogliamo dire, le quali in forma di radici son generate da alcune sorgenti d'acque molto crude, e grosse, come a Tigoli intorno al fiume Teverone, al Lago di piè di lupo, ed al fiume d'Elsa in Toscana, e altrove. Servono agli Architetti per adornar grotte, e fontane.
. Materia tenace, e viscosa; serve a diversi usi per attaccare, e unire, principalmente i legnami.. Si fa con acqua, bollitovi dentro ritagli di carta pecorina; e dicesi di limbellucci, perchè per lo più s'adoprano quelle legature di carte pecorine, che fanno i Conciatori all'estremità di esse pelli, per tirarle, e assottigliarle, dentro d'alcuni cerchi, le quali estremità, diconsi volgarmente , o , e per non esser molto tocche dal coltello del Conciatore, sono più grasse, e perciò più atte a far colla, la quale serve per dipignere a tempera, e indorare.. Si fa battendo il rosso dell'uovo col tritare in esso un ramicello di fico tenero. Serve per temperare i colori da darsi sopra muro secco, o tavole a tempera; e si possono con essa temperare tutti i colori, eccetto che il bianco di calcina, per esser questo troppo forte.
m. Un membretto piano sportante in fuori, che si fa in cima al fuso della colonna.
m. Quella parte del corpo che sostenta il capo tra le spalle, e la nuca. Lat. Collum.¶ E dicesi collo alla più alta parte del fiasco, o della guastada, o d'altro vaso simile. ¶ E collo dicesi quella parte del piede dove s'affibbia la scarpa.
. La parte più bassa del capitello, sempre della grossezza del capo della colonna.
V. Collo.
V. Muscoli della Laringe, e della Deglutizione.
V. Scheletro.
. Porre al suo luogo, dar luogo a che che sia, allogare, accomodare. Lat. Locare, collocare.
f. Termine pittoresco, che significa quello spartimento, e accomodamento di figure, che si fa sopra un piano in tal modo, che gli spazi sieno concordi al giudizio dell'occhio; cioè che il campo sia in un luogo pieno, e nell'altro voto; ed a questa pratica si conducono gli Artefici con lo studio d'opere eccellenti di gran Maestri. Leggonsi bellissime regole di prospettiva per tale effetto nel Libro intitolato, L'inganno dell'occhio di Pietro Accolti Fiorentino.
La parte concava deretana tra' l collo, e la zucca del capo.
Stanza dove stanno i colombi, e dove covano.
È detta una certa ferma, e perpetua parte di muro ritto a piombo dal piano del terreno all'alto, atto a reggere le coperture, Leon Batista Alberti. E gli chiama egli un muro aperto ed in più luoghi fesso. È la Colonna composta di diverse parti, ciascheduna delle quali à i suoi membri; la base, il fusto, fuso, o corpo, e 'l capitello. La è quella, che immediatamente sorge sopra l'ultimo finimento della cimasa del piedestallo; il o , o , è il restante della colonna sino al collarino; ed à pure le sue parti, tali sono l', overo , nel quale è la cinta o cimbra; il , ove è l'entasi, ovvero gonfiezza; il , o , ove è il collarino: il è quella parte, che si posa sopra la Colonna quasi capo di essa colonna, le cui principali membra sono, il , il , e , l', o . Sono le Colonne principalissimo adornamento dell'Architettura, perchè apportano comodo e vagezza. Con questo s'adornano, Tempj, Palagi, Portici, Teatri, e Piazze, ed ogni altro sontuosissimo edifizio. Dee la Colonna esser liscia, e ben tonda. Si considerano in essa due linee, una giù per lo fuso, che si chiama , o , e l'altra in superficie, detta , ed alcune linee corte per lo traverso, che sono i varj diametri di que' cerchi, che in
diversi luoghi la cingono. Debbono le Colonne esser posate perpendicolarmente; il che però riesce agli Artefici di molta difficultà e Cicerone era solito dire, essere opinione degli Architetti, che non fosse possibile il piantare Colonna, che fosse perfettamente a piombo. Le proporzioni di esse Colonne di lunghezza, grossezza, e corpo, sono diverse, secondo la natura degli Ordini.