m. Il gambo del cavolo. Lat. Tyrsus.¶ E torso il rimasuglio delle frutte
spezialmente pere o mele, cavatane attorno attorno la polpa, il qual torso dicesi anche .. Termine degli Statuarj; dicesi alla statua, che non à capo, nè braccia, nè gambe. V. Busto.
avv. Contrario di dirittamente.
add. Torto in diverse parti.
add. Piegato. Contrario di diritto. Lat. Distortus.
; f. Lo esser tortuoso.
add. Pieno di torcimenti.
, o| add. Si dice a quella figura o edificio, che tanto nel tutto, quanto nelle sue parti, con goffa apparenza e proporzione, pende anzi in grosso e corto, che in sottile e lungo; tutto contrario di svelto.
m. Luogo fabbricato con insidie, dentro al quale si precipita. Lat. Decipula, ovvero, decipulum.
. Trapassare da un canto all'altro, ferendo e pugnendo. Lat. Transfigere, transverberare, transfodere.¶ Fra' nostri Artefici s'usa questa voce, per esprimere il difetto di quelle figure di Scultura, che anno i termini de' muscoli troppo ricercati o affondati, che dicono troppo trafitti, quasi che abbia voluto l'Artefice, nel formargli, trapassare da una banda all'altra; difetto non ordinario, e che sempre toglie simiglianza al vero.
add. Da trafiggere. V. Trafiggere.
. Forare, bucare.¶ E anche proprissimo termine di Scultura, e vale incavare; ed è quel che fanno gli Scultori intorno a' muscoli e panni delle figure, o più o meno, incavandogli secondo l'altezza del luogo, nel quale debbono essere collocate e vedute esse figure: e fu costume degli antichi, seguitato poi dagli ottimi Sculturi moderni, il traforare gagliardamente quelle che devono esser poste in luoghi molto alti, affinchè, essendo il marmo bianco pigliasse tanta oscurità, quanta abbisognasse, per dare alla figura il suo rilievo, e non apparisse un'informe pezzo di marmo.
. Adoperare il traguardo, ed è quell'operazione, che fanno gli Scarpellini o Squadratori, con due regoli messi in piano, e fra di loro opposti, per trovare il piano del masso, che vogliono lavorare.
m. Strumento o regolo, con due fermi o due mire, che serve agli Architetti per levar di pianta in campagna, con cui si fermano gli angoli.
. Tirare il traino, strascinar per terra. Lat. Trahere, raptare.
m. Quel peso, che tirano in una volta gli animali, che trainano.¶ E vale anche per treggia o strumento dove si mettono i traini, oggi detti .
. Trasmetter la luce, che è quel risplendere, che fa il corpo diafano e trasparente, percosso da luce. Lat. Interlucere, translucere.
. Metter tramezzo, o entrare tra l'una cosa e l'altra.
m. Ciò che tra l'una cosa e l'altra è posta di mezzo, per dividere, e scompartire, e distinguere. Lat. Quod est inter medium.
. Mischiare, mescolare. Lat. Intermiscere.
. V. Trainare.
. Bucare, o forare col trapano.
m. Strumento con punta d'acciaio, col quale si fora il ferro, pietra, legno, e simili. Lat. Terebra. Usangli molto gli Scultori, e gli fanno per lo più di due sorte, grossi e sottili; i grossi pure son di due sorte, alcuni che girano per virtù d'un coreggiuolo, e d'un'asta a traverso buchata, e con questi conducono ogni grandissima finezza di panni o capelli; gli altri chiamano , che si fanno d'un'asta di ferro grossa un dito e lunga mezzo braccio, nella quale si accomoda un rocchetto di legno, che nell'asta sta lento, col quale si gira il trapano, doppo avere accomodato a suo luogo le saettuzze, che son quelle che fanno il foro.
, altrimenti m. Certi canapi con oncini ben grandi di ferro, che servono a trainar pesi, aggiugnendosi al traino tanti
trapeli o proteli, quante paia di Buoi si vogliono aggiugnere a tirar il peso.