Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Pagina: 173

Pagina precedente Pagina successiva
Vacuità
f. Lo esser vacuo.
Vacuo
add. Voto.
Vaghezza
f. Beltà attrattiva, che induce desiderio di contemplarla. Lat. Cupiditas.¶ Per desiderio, voglia. Lat. Voluntas.¶ Per diletto. Lat. Voluptas, delectatio.
Vaghissimo
add. Superlativo di vago, bramosissimo, desiderosissimo. Lat. Maxime cupidus.
Vago
add. Bramoso, desideroso. Lat. Cupidus.¶ Per grazioso, leggiadro. Lat. Venustus, elegans.
Vano
add. Voto.
Vano
m. Una delle sei qualità dell'edificio. Onde vani si dicono quegli aditi, che sono per tutto esso edifizio, donde possono entrare e uscire tutte le cose, che fanno di bisogno a chi vi à da star dentro. De' vani alcuni servono a' lumi, all'aria, e a' venti; ed altri all'entrata ed uscita di quei che abitano, e delle cose a loro bisognevoli.
Vani finti
. Il vano è naturalmente aperto: ma quello dicesi vano finto, che à dietro a sè un muro. In due modi fannosi i vani finti; uno è quello, dove le colonne o pilastri sono talmente vicini al muro, che esso ne nasconde una certa parte, restando l'altra parte fuori del muro; l'altro è quello, dove le colonne e' pilastri escono interamente fuori del muro.
Variabile
add. Mutabile, instabile.
Variamente
avv. Con varietà, diversamente, in maniere diverse. Lat. Variè.
Variamente
m. Il variare. Lat. Varietas.
Variare
. Mutare. Lat. Variare, immutare.¶ Esser differente. Lat. Variare, dissimilem esse.
Variatamente
avv. Con varietà, con modo variato.
Variato
add. Da variare, mutato, cambiato.
Varietà
; f. Bellissimo attributo delle Pitture, e d'ogn'altra cosa appartenente al disegno; ed è quella piacevole discordanza, che apparisce fra l'una e l'altra cosa rappresentata, in modo tale, che insieme col variar delle parti, si scuopra una certa maravigliosa concordia nel tutto, a simiglianza di quello, che nelle cose naturali si osserva. Questa varietà si ricerca nell'arie delle teste, nell'attitudini delle figure, ne' gesti e moti delle medesime, ne' panneggiamenti, nelle prospettive, e nel colorito, secondo ciò che l'Artefice intende rappresentare; ed à luogo ancora nelle membra dell'Architettura.
Vasaio
, e
Vasellaio
m. Facitor di vasi; ed è proprio di chi gli fa di terra.
Vasca
f. Ricetto murato dell'acqua delle fontane.
Vasellame
o,
Vasellamento
m. Quantità di vasi.
Vaselletto
m. Diminutivo di
vasello
, piccolo vaso.
Vaso
m. Nome generale di tutti gli strumenti, fatti a fine di ricevere, e di ritenere in sè qualche cosa, e particolarmente liquori. Lat. Vas, vasum.
Vassoio
m. Strumento di legno, di figura quadrangolare, e alquanto cupo, per uso di trasportare in capo che che sia; e dicesi propriamente quello, con che i Manovali portano la calcina, quando si mura.
Veduta
f. Il vedere, la vista. Lat. Visus.¶ Dicono i nostri Artefici, talvolta
veduta
per lo stesso che prospettiva, o lontananza in prospettiva: onde
bella veduta
dicesi a paese vasto e ameno, che vero o dipinto molto dimostra all'occhio: e proprijssimamente dicesi
disegnar vedute
a quello studio, che fanno i Pittori, particolarmente Paesanti, andando attorno per diverse campagne, o in luoghi eminenti di Città, ritraendo o con penna, o con stile, o con inchiostro della China, o con acquerelli, paesi, abitazioni boscherecce, Città, fiumi, e simili; costume stato in ogni tempo usatissimo da' Pittori Fiamminghi, che più di quegli di ogn'altra nazione furno inclinati a dipigner paesi, invitati a ciò fare dall'amene vedute, che fanno in quelle parte le campagne, i villaggi, i fiumi, i mari.
Con il contributo di