m. Nome generico di tutte le masserizie, abiti, fornimenti, guarnimenti, materiali, strumenti per lavoro, e simili e dicesi anche .
m. Pezzo di rame, o ferro, con cui nelli edifici si tengono uniti insieme pietre con pietre.
m. Quel ferro ingessato, o impiombato nel muro, sopra 'l quale si girano l'imposte delle porte, e finestre. Lat. Cardo.
. Strigner con , il quale è un baston corto piegato in arco, che serve per strignere e serrar bene le funi, con le quali si legano le some, o cose simili.
m. Arnese.
add. Che si piega e volge agevolmente per ogni verso. Lat. Flexibilis, flexilis, lentus.
. Dicesi di legno, asse, o altro, che agevolmente, e senza spezzarsi, si pieghi o volga: che anche si potrebbe dire , parlandosi d'asse o legni non molto grossi.
. V. Rinzaffare.
m. Quella seconda incalcinatura rubida, che si dà alle muraglie, alla quale s'aggiugne l'intonaco per dipignervi sopra a fresco. V. Rinzaffare.. Un certo stucco di marmo e matton pesto sottilissimo, incorporato con olio di linseme, pecegreca, mastico, e vernice grossa: un'altro se ne fa di matton pesto, e rena, schiuma di ferro, chiare d'uovo, e olio di linseme per lo stesso effetto.
. Varchilez. a 170.Questo verbo è proprio Toscano, e come ne mostra la sua composizione dal nome di Riva, e la proposizione A non significa altro, che Giugnere a riva.¶ Ma da' nostri Artefici si piglia più largamente, cioè per dimostrar cosa che giunga alla misura o al segno d'altra cosa; verbigrazia, la scala non arriva a' ponti della fabbrica: la corda non arriva alla taglia, all'argano etc.
. Divenir rugginoso, ed è proprio del ferro. Lat. Rubiginari, rubiginem contrahere.
Stanza grande a diversi usi di fabbriche: ma proprio è dove si lavorano
le navi, che Dante chiamò in rima.