Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Larghezza
f. Spazio, seconda specie di dimensione. Lat. Latitudo.
Largo
add. Che à larghezza.
Largo
avv. Largamente. Lat. Largè, copiosè.
Largura
f. Grande spaziosità.
Larice
m. Albero computato fra le spezie degli Abeti, il cui legname durissimo serve alle fabbriche degli edifizj. Questo albero è di straordinaria grandezza, e coperto di grossissima corteccia, produce i suoi rami attorno attorno a tutto il tronco; à foglie più strette del Pino, e son pungenti; i suoi frutti sono simile alle coccole del Cipresso, e anno buono odore; i suoi fiori son di color di porpora, ed odorossissimi. Alcuni gravi Autori anno scritto, aver questo legname una certa qualità maravigliosa nel resistere al fuoco; e con tutto che li convenga cedere, vedesi per isperienza, che nell'ardere violenta talmente le fiamme, che per quanto può, da sè le discaccia, e molto ci vuole prima che egli del tutto abbruci; il che vien dal Mattioli reputato per falso, e per mera sciocchezza, per esser quest'albero bituminoso, e perciò prontissimo ad ardere: dall'acqua del mare riceve gran danno.
Larice femmina
m. Un'albero, il cui legname è di color simile al mele, serve per adornamento degli edifizj; e dicono esser'egli in un certo modo immortale, e che adoperandolo in tavole per dipignervi sopra, non mai si fende.
Lastra
f. Pietra non molto grossa, e di superficie piana. Lat. Lapis.
Lastrare
Voce usata da quelli Orafi, che lavorano di smalto; e vale spianare essi lavori smaltati, prima di mettergli in fuoco; il che fanno con pietra detta frassinella, ed acqua fresca.
Lastricare
. Coprire il suolo della terra con lastre congegnate insieme. Lat. Lapidibus sternere.
Lastricato
add. Da lastricare, coperto di lastre. Lat. Lapidibus stratus.
Lastricato
e
Lastrico
m. Una incrostatura, o vogliamo dire copertura di pietre dette lastre, poste a piano del terreno per comodità del camminare. Usasi nelle pubbliche vie, sopra i ponti, ne' cortili, e abitazioni sotterranee, ed altri luoghi. Gli antichi si servirono molto per fare i lastrichi delle selci o selici, volgarmente detteciottoli; benchè molte sieno le pietre, che posson servire a tal lavoro, pur che sien dure, grosse, e piane. Quest'usanza di coprir le strade con selci o ciottoli, che noi diciamo
acciottolare
, e
insiniciare
(quasi
inseliciare
) tennesi nella Città di Firenze fino al 1260. in circa; nel qual tempo, Arnolfo di Lapo, celebre Architetto di que' tempi, introdusse il bel costume di coprirle di lastre di non ordinaria larghezza, lunghezza, e grossezza; il che dura fino al presente tempo: onde la nostra patria pregiasi fra ogn'altra Città d'Europa di godere in ogni stagione una singular nettezza.
Latitudine
f. Larghezza.
Lato
m. Fianco, parte destra o sinistra del corpo. Lat. Latus.¶ Per banda, o parte di qualsivoglia cosa.
Lattificcio
m. Quell'umor viscoso, e bianco come latte, che esce da' rami teneri, dal gambo delle foglie verdi, e dal picciuolo del fico acerbo, colti dal suo albero. Serve a' Pittori, per temperare i colori, per dipignere a guazzo.
Lavagna
f. Una sorta di pietra nera, che si produce a suolo a suolo, ovvero a falde; si adopera a coprire i tetti; e commettendosi insieme con una certa maestrìa, serve per far pozzi da olio; se ne vagliono ancora gli Artefici di commesso, per fondo de' loro lavori. Riceve bel pulimento, e si adopera per disegnarvi sopra con gesso, ed anche per dipignervi; anzi che il colore dato sopra la lavagna non prosciuga tanto, quanto sopra la tela, o tavola. Trovasi questa pietra nella riviera di Genova, in un luogo detto Lavagna, dal quale ella piglia il nome.
Lavare
. Far pulita e netta una cosa, levandone la sporcizia con acqua, o altro liquore Lat. Lavare.
Lavato
add. Da lavare. Lat. Lotus.
Lavatura f.
Lavamento m.
Il lavare. ¶ E lavatura talora significa il liquore, nel quale si è alcuna cosa lavata, da alcuni detto in LatinoLotura.
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