f. Una sorta di colore per dipignere a olio, che fa un rosso scuro maraviglioso: Cavasi questo artificiosamente dai panni chermisì con allume di rocca, e si conduce a diverse bontà e perfezzioni.
. Un color simile per dipignere a tempera, e si cava da' brucioli dal verzino, nel modo che si fa la lacca fine dalla cimatura dello scarlatto, e fa rosso scuro.
. Un color paonazzo.
m. Voce usata da' Pittori e Scultori, a quella sostanza rosseggiante e incavata, che è nell'angolo interno dell'occhio detta dagli Anatomisti propriamente, , perchè da essa restano espresse le lacrime, e tramandate per i punti lacrimali incavati in ambedue le palpebre superiore e inferiore, verso i confini del medesimo angolo, o come pure dicono gli Anatomisti, .
f. Pianura e campagna, ove corre acqua. Piastra di ferro o di piombo. ¶ E lama dicesi la parte della spada fuor dell'elsa e del pomo.
f. Lama, o piastra, di ferro che a più usi s'adatta.
f. Strumento di varie sorte, e di varie materie, atto a conservar dentro di sè il lume dall'impeto de' venti, per illuminar le strade in tempo di notte, e i luoghi tenebrosi ed oscuri. Lat. Laterna. La parte superiore fatta a cartocci, e per la quale traspira il fumo, e dentro respira l'aria, dicesi il .. Fabbrica della parte superiore delle cupole, fatta per ornamento, e per dar lume; detta così dalla similitudine d'una sorta di lanterna da far lume. La copertura della quale, che è fatta a piramide o a cartoccio, dicesi la , per la somiglianza, che à con la pergamena, strumento delle donne, usato per fermare il lino su le loro rocche da filare. Et il finimento di essa cupola, che posa su l'estremo della pergamena, è una palla colla croce.
m. Lanterna grande; strumento per lo più di ferro o di legno con vetri o altra materia trasparente, per uso di far la notte trasparire il lume ne i gran cortili, negli androni, e antiporti delle case, o palazzi.¶ E lanternoni diconsi quei lumi, che nascosi in fogli dipinti, si mettono alle finestre, o in altre parti esteriori degli edifizi, in occasione di pubblici fuochi, e luminarie d'allegrezza.
f. Pietra; ma dicesi più propriamente che d'altra, di quella che copre la sepoltura. Lat. Lapis.
. m. Gioielliere Lat. Gemmarius.
altrimenti detto. Una pietra naturale molto dura, della quale si vagliono i Pittori, per fare i disegni su' fogli, lasciandovi il suo colore, che è rosso. Questa macinata, benchè con grande stento per la sua durezza, fa un rosso bellissimo, simile alla lacca, che serve per colorire a fresco, e molto tempo dura. L'adoperano ancora li spadai per metter l'oro a brunito.
e m. Pietra dura circa un terzo meno de' diaspri, però si lavora più facilmente, ma co' medesimi strumenti, che ad essi diaspri s'adoprano. Viene a noi di Persia, ed è di colore azzurro bellissimo. Il più perfetto è quello, che à colore azzurro profondo, schietto, senza mescolanza di macchie, vene, marmo, e (così chiamano una certa vena, la quale pare spolverizzata d'oro.) Serve ad ogni lavoro di quadro, e di commesso. Di questa son fatti panni di bellissime figurette di rilievo, nel ciborio per la Cappella del Serenissimo Granduca in S. Lorenzo. Alcuni Armeni, i quali a noi lo portano, anno detto che nella Persia venga portato in pezzi dall'acque impetuose d'un fiume o torrente, i quali pezzi anno una scorza bianca. Fassene il colore azzurrro oltramarino, per dipignere a olio, a fresco, e a tempera, il quale quando si cava dall'azzurro di tutta perfezzione, non dà cenere, ma esce tutto perfetto; atteso che la cenere derivi dalla parte marmorea, e da altre mescolanze, che à alcune volte in sè questa pietra.
. Una spezie d'amatita fatta artificiosamente, che tigne di color di
piombo, e serve per disegnare.