Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Murare
. Commettere insieme sassi o mattoni con la calcina, per far muri o edifizi. Lat. dificare, struere.
Murare a cassa
. Un modo di murare usato dagli antichi, alzando da due lati alcune tavole per coltello, in tanta distanza, quanto volevan che fusse grosso il muro, in tanta altezza, quanto volevan che alzasse il primo ordine di esso muro, e riempiendole poi di calcina e ghiaia, o di calcina frombole e cementi alla rinfusa; e sopra il primo ordine alzavan poi 'l secondo, seguitando fino all'ultima altezza della fabbrica. Molte sene vedono a Sirmione sopra il Lago di Garda, e a Napoli. Queste però sono, nell'esteriori parti, armate di grosse pietre, e colle medesime, in certe proporzionate distanze, internamente collegate.
Murare a secco
. Dicesi del murare senza calcina: questa sorta di muraglia, come che poco durabile, si fa solo per reggere il terreno in luogo di ciglioni, non mai per fabbriche.
Murato
add. Da murare, circondato di muro.
Muratore
m. Colui che esercita l'Arte del murare. Lat. Cæmentarius, structor.
Murello
Muretto
Diminutivo di muro, piccol muro.
Muriccia
. Massa di sassi, altrimenti detta
macìa
.
Muricciuolo
m. Quel piccol muro fatto a piè della facciata della casa, non tanto per uso di sedere, quanto per fortezza della parete.
Muro
m. Quella parte della fabbrica, che è composta di sassi o mattoni, commessi con calcina l'un sopra l'altro ordinatamente. Lat. Murus, paries. Usansi fare i muri in modo che nell'alzar diminuiscano a proporzione in grossezza; e quella parte che immediatamente esce del terreno, per ordinario si fa più sottile del fondamento la metà; si va assottigliando ordine per ordine, avvertendo che il mezzo del muro nella più alta parte batta à piombo col mezzo del muro di sotto.
Musaico
m. Sorta di pittura la più durevole che si trovi; essendo che, dove quella fatta di colori, col tempo si consuma, questa divien sempre più bella. Lavorasi con alcuni pezzetti di vetro riquadrati, di colori diversi; e pe' campi e altri luoghi, dove va l'oro, usasi di dorare i medesimi vetri a fuoco. Si commettono sopra stucco forte, composto di misture diverse, le quali col tempo lo fanno tanto indurire, che l'opera, per così dire, non à mai fine.
Musaico di legname
. V. Tarsia.
Musaico di rilievo
. Un'accomodato componimento di vetri, pietre, e nicchi di varie sorte, col quale per lo più s'adornano grotte e fontane. Scrivono che Nerone fosse il primo, che facesse segare le conche delle perle, per accomodarle in lavoro di sì fatto Mosaico. Alber.
Musaico di vetri colorati
. Una sorta di pittura che si fa, mettendo insieme vetri di più colori, unendogli fra di loro con piombi accanalati da ogni banda. Servono per finestre da Chiese, e Palagi.
Musaico rustico
. Usasi dagli Architetti, per adornamento delle fontane di Giardini: ed è un lavoro fatto di piccoli pezzi di colature di mattoni disfatti, per essere stati troppo cotti nella fornace; e delle colature di vetro, che si fanno, quando accade che nel fondersi scoppia alcuno de' vasi che lo tengono. Questi si commetton con bell'ordine nello stucco, e fannosene figure, animali, e altro.¶ Si fa ancora un'altro musaico rustico con pezzetti di marmi di più colori, appropriati alle cose, che si voglion rappresentare; o d'alcune piccole frombolette di più colori, simigliantissime alla ghiaia.
Muscoleggiare
. Termine di pittura e scultura, e vale far muscoli.
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