Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Licenza pittoresca

Licenza pittoresca
f. Quell'arbitrio che si piglia il giudizioso Artefice, a tempo e luogo, di esprimere cose talvolta inverisimili; perchè non è men lecito a lui nelle sue pitture, ciò che fa il Poeta nelle sue poesìe, conforme al detto d'Orazio:Pictoribus atque Poetis Quidlibet audendi semper fuit æqua potestas; per esempio, concedesi al Pittore di rappresentare nello stesso tempo più persone, che furono in varj tempi, facendo, per via di dire, che un S. Piero favelli con un S. Francesco, e questa trasposizione di tempi, chiamata da' Greci
Anacronismo
, è necessarissima al Pittore, per la quale gli è lecito anche fare un S. Giovan Batista Uomo fatto in compagnìa di Cristo fanciullo, e simili, che possono dirsi tutti Anacronismi apparenti, quasi che si voglia inferire che S. Giovan Batista, in ogni tempo dell'età sua, contemplava la puerizia di Cristo, per la memoria che teneva. Evvi anche un'altra licenza detta dai Greci
Antitopeia
, cioè rappresentazione di persona da luogo a luogo, la quale, come che non sia tanto necessaria come l'Anacronismo, alle volte si usa dal Pittore per maggiore intelligenza e perfezzione della sua storia, come per esempio, il fare Erode presente all'uccisione degli Innocenti; Nerone e Diocleziano alla morte di molti Martiri, in esecuzione de' loro editti, ancorchè in quel tempo que' Tiranni fossero altrove, e simili, molto ben notate dal Paggi nella sua Tavola.
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Licenza pittoresca
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