Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Fogna
f. Strada, o cavità sotterranea, la quale coperta con archi e volte, serve per dare esito all'acque. Giovano mirabilmente le fogne alla pulitezza delle strade, alla sicurezza degli edificj, e alla sanità dall'aria. Non pare che gli antichi Romani nell'edificare ponessero studio maggiore, di quello facessero nelle fogne; tantochè queste tra le loro più maravigliose cose si contano. Sotto questo nome di fogne, pongono gli Autori non solo quelle che portano l'acque immonde al fiume e al mare; ma quelle ancora che si fanno, a guisa d'un fondo pozzo, ad effetto di ricevere in se l'acque putride, ed ogni altra immondezza per ismaltirle nel terreno; e però chiamansi volgarmente ancora,
smaltitoi
,
pozzi smaltitoi
,
pozzi neri
, e
bottini
.
Fondamento
m. Terreno sodo detto pancone, sopra al quale si fondano gli edifizj. Gli Artefici nostri però, chiamano in universale, fondamento ogni luogo sopra del quale si dee porre ed alzare la muraglia, ed il quale dicono non esser parte della stessa muraglia; attesochè molti sono i luoghi, e siti di tutta pietra, o di tufo molto ben fondato, che servon per murarvi sopra senz'altro fondamento, che quello che à fatto la Natura. Fra 'l fondamento e 'l muro schietto dicono esservi questa differenza, cioè che quello aiutato da' lati delle fosse può esser fatto di solo ripieno, o getto; e quest'altro si compone di molte parti. Il più proporzionato tempo per far le fosse da gettare i fondamenti vogliono sia, quando il Sole è in Leone; perchè allora, stante l'esser l'acque bassissime, il terreno è più asciutto. Fannosi i fondamenti per ordinario grossi per il doppio del muro che deve alzarvisi sopra, e più, secondo la sodezza del terreno, e grandezza dell'edificio. Il piano della fossa dee essere uguale, acciò il carico del muro, premendo con diseguaglianza, non faccia calare una parte di esso muro: e si è osservato, che per tal cagione, gli antichi usarono lastricare essi piani con trevertini.
Fondare
. Cavare la fossa sino al sodo, per gettare i fondamenti.
Fondere
. Struggere, e liquefare i metalli, mediante il fuoco; e dicesi ancora d'ogni altra cosa che si liquefaccia col fuoco.
Fondere a mortaio
. È fonder metallo ad un fornello, composto di più fascie di ferro schietto, che si chiama mortaio.
Fondere a tazza
. Un modo di fondere, ritrovato da Benvenuto Cellini, Scultor Fiorentino, in Castel Sant'Agnolo, nel tempo del sacco di Roma, come egli stesso racconta nel Lib. I. ac. 33.
Fondere a vento
. Il fondere oro, argento, o altro metallo, a forza del vento che fa il mantice.
Fondo
m. Profondità, la parte inferiore delle cose concave.
Fondo
add. Profondo, che à profondità.
Fonduto
add. Da fondere, strutto, liquefatto.
Fontana f.
Fonte f. e m.
Luogo dove scaturiscono l'acque.
Forare
. Bucare, far fori o buchi con che che sia, pertugiare.
Forbice
Tanaglia
f. Uno strumento di ferro fatto a somiglianza della lettera X, con rampi di ferro volti all'indietro, di cui si servivano gli antichi per pigliare i pesi, massimamente di pietra, che dovevano tirare o alzare; perchè i rampi di sopra di tale strumento mordevano i pesi, e quegli tenacemente strignevano a forza d'una certa fune, la quale strettamente legata a' rampi di sotto, strigneva fortemente il tratto di essa forbice.
Forcella
f. Pialla col taglio a simiglianza della lettera C.
Forcone
m. Asta in cima alla quale è posto un ferro con tre rebbi.
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