m. Dicesi quel composto di tre travi a triangolo, che sostiene il tetto pendente da due parti; la maggiore delle travi, che è in fondo, e posa in piano, dicesi ; le due che da i lati vanno ad unirsi nel mezzo, formando angolo ottuso, si chiamano : la travetta corta di mezzo, che passando fra gli detti puntoni, piomba sopra all'asticciuola, si dice , e li due corti legni, che puntano nel monaco e ne' puntoni, si chiamano .
m. Voce latinaV. Cortile.
V. Membra degli ornamenti.
m. Piccolo legnetto a guisa di chiodo.
eV. Viticci, e cartocci in Membra degli Ornamenti.
V. Forma.
, o | f. Strumento di piastra di ferro torto con suo manico da tenere in mano, che serve a' Muratori per maneggiare la calcina nel murare, arricciare, e intonacare.
m. Viso per lo più d'Animale bruto. ¶ E da ceffo, , , , colpo di mano nel ceffo, come e da , da , da .
, oV. Turchino
Stanza terrena o sotterranea, per uso di tenervi il vino.¶ E cella chiamano i Regolari la loro camera, o sia a terreno, o sia in palco.
V. Cinta ne' Membri degli Ornamenti.
V. Frombola.
f. Quella polvere, nella quale si risolve la materia che abbrucia.
. Un'Azzurro di Lapislazzulo di cattivo colore, il quale si cava dopo il buono, quando la pietra, con la quale si fece l'Azzurro, fu venosa e mescolata con marmo o marcasita V. Lapislazzulo.
. Un color che vale assai per a tempera e tigne.
add. Color simile alla cenere.
f. Armadura di legname, sopra la quale si fabbricano gli archi e le volte, coprendo prima le centine d'una pelle di graticci, o canne, o simili altre cose vili; ed usansi ad ogni sorte di archi, e volte, eccettochè alle tribune tonde, le quali non essendo fatte solamente d'archi, ma di andari, come cornici, non anno bisogno d'armadura.
m. Punto nel mezzo del cerchio V. Cerchio.
. Il punto di mezzo del suo asse.
. Termine d'Architettura, il punto nelle volute dove termina la linea composta eccentrica, spirale, o avvolta, dopo essersi raggirata in varj involgimenti.
. Termine di Prospettiva, è quel punto dove la perfetta visione si forma.
m. Base, e piede dell'Albero.
f. Quella materia della quale l'Api compongono i loro fiali.¶ Per sembianza e aria di volto, e volto semplicemente, presa la similitudine dalle figure di cera, che facevano quei Professori, che i nostri Antichi chiamavanoCeraiuoli, il qual mestiero adesso è estinto. Lat. Vultus.¶ E di più, o , dicesi di chi à buono o cattivo colore in viso, che nasce dalla buona, o cattiva abitudine.
, di medaglie; monete o sigilli. Un composto di cera bianca finissima e pura, e di biacca ben macinata, per la metà della cera, aggiuntovi un poco di chiarissima trementina, secondo il maggiore o minore caldo della stagione; con questa sopra un tondo di pietra o d'osso, o di vetro nero, ben piano, per via d'alcuni stecchi, si conducono essi modelli: e perchè ella traspare, cioè ne' luoghi ove ella resta sottile, facendo apparire un poco di color del fondo, vi è il rimedio d'aggiugnervi alquanto d'amido sottilissimamente macinato.
. Cera bianca o gialla
con sego, trementina, farina sottile, e cinabro; serve per far modelli di figure grandi e piccole.