Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Dilicatamente
avv. Con dilicatezza, pulitamente, gentilmente. Lat. Delicatè, molliter.
Dilicatezza
f. Morbidezza, pulitezza.
Dilicatissimo
, Superlat. di Dilicato.
Dilicato
add. Soave al tatto, morbido, liscio, contrario di rubido. Lat. Delicatus, mollis.¶ Per netto, pulito. Lat. Nitidus.¶ In vece di puro, purgato. Lat. Purus.¶ Per di gentil complessione, contrario di
robusto
.
Diligente
add. Che opera con diligenza, che à in sè diligenza.
Diligentemente
avv. Con diligenza, accuratamente.
Diligentissimamente
avv. Superlat. di diligentemente.
Diligentissimo
add. Superlat. di diligente.
Diligenza
f. Squisita ed assidua cura.
Dimenamento
m. Il dimenare. Lat. Agitatio.
Dimenare
. Agitare, muovere in quà e 'n là e dicesi anche,
tentennare
. Lat. Agitare, commovere.
Dimenìo
m. Lo spesso dimenare.
Dimensionato
add. Che à dimensione. Lat. Dimensionis particeps.
Dimensione
f. Misura. Lat. Dimensio.
Dimezzare
. Dividere, partir per mezzo.
Dimezzato
add. Da dimezzare, diviso per lo mezzo. Lat. Dimidiatus.
Diminuimento
m. Il diminuire. Lat. Diminutio.
Diminuire
. Scemare, stremare, ridurre a meno. Lat. Diminuere, imminuere.
Diminuito
add. Da diminuire, scemato, sminuito. Lat. Deminutus.
Diminuzione
. Il diminuire. Lat. Imminutio.
Dinanzi
. V. Didietro.
Dintorni
m. Lineamenti co' quali si fanno le figure, e altre cose in disegno; diconsi anche, contorni. V. Lineamenti.
Dintorno
avv. Di luogo, e significa in giro, e da ogni parte.
Dipignere
. Rappresentare per via di colori, la forma, o figura d'alcuna cosa. Lat. Pingere, depingere.
Dipignere a fresco
. Dicesi del fare le pitture sopra muro, stuoia, o altro, dove sia stata la superficie coperta da calcina, la qual copertura chiamasi intonaco; e però si dice a fresco, perchè per far buon lavoro, e perchè la pittura non venga macchiata, e per fuggire altri disordini, è necessario, che si faccia in tempo, che il detto intonaco sia fresco. Per ordinario non vi si adoperano altri colori, che di terre, stemperati con acqua pura; perchè i colori alterati, massimamente quelli, che posti al fuoco, fanno mutazione, desiderano cose asciuttissime, ed anno in odio la calcina, la Luna, e i venti australi, e così non servono. Il color bianco, che vi si adopera, è di travertino cotto; ed è modo di dipignere molto usato.
Dipignere a olio
. Invenzione trovata da Giovanni da Bruggia Pittor Fiammingo, son già due Secoli; e si fa mescolando i colori coll'olio, che si cava dalle noci, o dal seme di lino, i quali presto seccano. E questo modo di stemperare i colori con detti olj, si chiama
macinare i colori
, e l'Artefice il
Macinatore
. Il colorire a olio accende più i colori, e fa il colorito più morbido, e più dolce, e gli stessi colori nel lavorare s'uniscono, mescolano, e confondono fra di loro più facilmente, dal che ne nasce la sopraddetta morbidezza. Si dà anche alle pitture grazia maggiore, e maggior forza e rilievo, che nel colorire a fresco, o a tempera.
Dipignere a tempera
, o
dipignere a guazzo
. Un modo di stemperare i colori con colla di limbellucci, o gomma arabica, o altre simili cose viscose e tenaci. Usavasi ne' tempi di Cimabue, e de' Greci, che in quell'età dipignevano, un'altro modo di temperare essi colori, che dall'Italia fu portato oltre i monti, e particolarmente in Fiandra (come attesta Carlo Vanmander Pittor Fiammingo nel Libro delle Vite de' Pittori, ch'egli scrisse in quella Idioma) e si continuò fin tanto che non venne in uso comune il dipignere a olio, invenzione trovata da Giovanni da Bruggia; e fu il rosso dell'uovo battuto, al quale poi fu aggiunto il lattificcio del fico, pigliando un rametto tenero di quel frutto, e tagliandolo in più pezzi, per fargli mandar fuori quell'umore, il quale aggiunto all'uovo, fa una molto buona tempera per dipigner sopra tela o tavola, e anche sopra muro asciutto. A dipignere a tempera, usasi ogni colore, tanto di terre, quanto di miniera.
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