m. Strumento d'acciaio, spezie di scarpello in punta schiacciato, a simiglianza dello scarpello piano, ma più stretto; serve agli Sculturi per lavorare ne' fondi e sottosquadri di marmi, e a' Gettatori di metallo per tagliare i condotti di esso metallo, doppo aver fatto il getto.
add. Quello ch'è poco distante all'altro.
m. Strada stretta.
add. Di qualità di vischio, tenace.
m. Faccia. Lat. Vultus, facies, aspectus.
f. L'albero o vogliamo dire la pianta, che produce l'uva. Dicono Autori gravissimi esser'ottimo il legname della vite, per fare statue d'eterna durata; e si à, che ne' tempi di Cesare fusse nella Città di Populonia, oggi destrutta, una statua di Giove fatta di vite, quale si fusse mantenuta senza alcun segno di corruzzione, anni (per così dire) infiniti; nè si maravigli alcuno di questo, perchè secondo che Strabone racconta, trovansi in Arriana Paese dell'India, viti così grosse, che il piede appena può essere abbracciato da due uomini.
o d'altro che che siaLa vite è un mirabile ordingo da muovere, tirare, infragnere ogni sorte di materia; ed è composto quasi di anelli tagliati in modo, che il fine del primo, è il principio dell'altro, e serve oltre a' narrati servigj, a molti altri ancora; e all'edificare è utilissima. È la vite composta di due parti essenziali, cioè del e della , detta anche , , e . Il mastio è quello che passa per la chiocciola: le spire o anelli del mastio, diconsi ; quei della femmina, diconsi .
m. Propriamente le vette de' tralci.¶ Dagli Architetti e dagli Scultori diconsi o caulicoli, alcuni ornamenti de' capitelli Corinti, che escono delle foglie, e arrivano alla cimasa, alcuni de' quali sotto le cantonate di essa s'accartocciano, e altri, che restano fra l'una e l'altra cantonata in fronte del capitello insieme si congiungono, e similmente s'accartocciano. ¶ Ancora diconsi certi strumenti di metallo o altro, che si appiccano alle muraglie, per uso di regger lumi.
; f. Qualità delle figure ben dipinte o scolpite, ed è un certo che di spiritoso, che consiste (secondo il Paggi, ed altri) in tre parti della faccia, cioè negli occhi, che sieno desti, e non addormentati, massimamente nel guardar fiso alcuna cosa, onde paiono aver'abbondanza di spiriti; nelle narici assai aperte, come chi nel respirare tira e manda fuori molta copia d'aria; e nell'aprir la bocca sempre un poco più del bisogno, tutt'e' tre proprie degli adirati, che però mostrano gran vivacità: conviensi alla gioventù, alla virilità, ed alle femmine sfacciate.
add. Che à vita. m. La parte viva.
. Intendesi qualsivoglia linea retta, che partendosi da qualsisía punto della circonferenza della grossezza da capo, piomba verso la massima gonfiezza della medesima colonna.
. Qualunque linea retta, che partendosi da qualsisía punto della circonferenza della grossezza da piede, si solleva perpendicolarmente al piano di detta circonferenze verso la massima gonfiezza della medesima colonna.
f. Un nobilissimo strumento di ferro, ritrovato dal grand'Architetto Filippo di Ser Brunellesco Fiorentino, nell'andar dottamente investigando sopra le rovine dell'antiche fabbriche di Roma; e serve per sollevare e tirare ad alto grandissimi marmi senza legature. È composto di tre di ferro infilzati in un pezzo pure di ferro tenuto da una campanella. L'uso di questo instrumento è il far prima nella pietra che vorrai alzare, una buca, la quale dalla bocca al fondo si vada sempre da tutte le
parti dilatando a sottosquadra a proporzione de' conj suddetti; dipoi introdurre in essa i primi due conj da' lati, e riempiere i fianchi della bocca, e finalmente con introdurre il conio fra l'uno e l'altro, e così vien l'ulivella sì forte fermata nel masso, che si può tirar ad ogni altezza, senz'alcuna legatura, salvo che quella che si fa alla campanella dello stesso strumento, per tirare il peso.