Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

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Venato
add. Segnato di vene; aggiunto che si dà a pietra e legno che sia segnata con quei segni detti vene.
Venire
. Contrario di
andare
, vale muoversi, e dicesi propriamente di persona, che partendosi d'altro luogo, s'appressi alquanto al luogo ove noi siamo. Per esempio, Pietro è venuto a casa mia o da mè, ovvero diciamo noi in Firenze, Pietro è venuto da Roma a Siena, e non diciamo Pietro è andato da Roma a Siena; siccome diremmo, Pietro è andato da Roma a Napoli etc. Si applica ancora a cose inanimate, come per esempio il cattivo tempo è venuto di verso la Marina, la grandine è venuta da Tramontana etc.
Fra' nostri Artefici questa voce è usatissima e non vale altrimenti moto progressivo da luogo a luogo, ma è quanto a dire essere alcuna pittura, scultura, o disegno etc. ricavata, o in altro modo condotta, da pittura, scultura, o disegno di altro Maestro; e così diciamo la tal pittura vien da Tiziano, cioè è copiata dall'opere di Tiziano, o da disegno di Tiziano; in somma, che non è invenzione del Maestro che l'à dipinta, ma d'altri, che fece un'opera simile avanti a lui, dalla quale, o da altra copia o disegno della quale, egli l'à ricopiata.
Venoso
add. Pieno di vene.
Ventiera
f. Luogo nelle case da pigliare il vento; invenzione praticata nelle parti Orientali: di questa ne fa ricordanza Marcopolo nel suo Milione, le di cui parole, citate dal nobilissimo Vocabolario della Crusca sono le seguenti. In questa Città à sì grandissimo caldo, che appena vi si può campare; se non ch'egli anno ordinate ventiere, che fanno venire vento alle loro case.Chiamansi in PersianoBad-ghir, che vuol dire a punto
Pigliavento
, come racconta Pietro della Valle Romano nella sua Persia P. 2. Let. 16. n. 14. dove anche descrive a lungo essa fabbrica, col modo d'usarla ne' nostri Paesi: e per quanto dal suo racconto si ritrae, sono queste Ventiere, ovvero Pigliavento, certe torricelle, fabbricate sopra i tetti della casa, a guisa de' nostri cammini, ma però maggiori assai quasi come la cima d'un campanile: son fondate sopra le sale, o su le camere migliori delle case, sopra la volta di esse, o sopra il mezzo (come le lanterne delle Cupole) ovvero in qualche canto delle sale, o delle camere, dove sia più a proposito. L'artifizio per pigliare il Vento da qualunque parte spiri consiste in questo, che il vano della torre, dal più alto fino al più basso, è diviso nel mezzo per lo lungo da un sottil muro, simile ad un matton sopra mattone: e per lo largo à similmente altre divisioni con altri muricini della stessa materia, i quali intersecano il divisorio della lunghezza in più luoghi; e questi sono più o meno, secondo che il vano della torre è più o meno grande, più o meno capace di tali divisioni: di modo che tutta la torre vien divisa in più trombe quadre; e queste dal più alto di essa cominciando vengono egualmente giù fino dove si vuole. Queste trombe non saranno mai meno di quattro per torre; anzi e bene spesso sei, otto, ed anche più se bisogna: e questa è la struttura della Ventiera dal tetto in giù. Ma sopra 'l tetto, dove s'à da pigliare il Vento, la torre resta sfasciata del muro esteriore, che la circonda, per lasciare aperti da ogni parte attorno attorno i vani di tutte le trombe: e solo s'innalza con quei muricini esteriori, che per di dentro la dividono; i quali (con l'aiuto di quattro, o colonnette, o pilastri, posti su gli angoli) sostengono il tetto per riparo delle piogge. In questa guisa ogni vento, che spira da qualsivoglia parte, dà subito e percuote ne' muricini divisorij, e trovando quello impedimento, va forzatamente giù per la tromba, che trova a sè più esposta, a dar fresco alle camere.
Vento
m. Agitazione d'aria, attorno alla terra. Lat. Ventus.¶ Dipingonsi i venti da' Pittori in forma di facce umane, nascose nelle nugole in atto di soffiar gagliardamente.
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