Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Linea

Linea
f. Lunghezza senza larghezza. Lat. Linea. Dannosi due sorte di linee, una delle quali si dice
linea retta
, e l'altra
linea piegata
o
linea curva
. Archim. La linea retta è la più corta che si tiri tra due punti; la curva o piegata è quella che da un punto all'altro cammina, non per la via più breve, ma col fare di se stessa alcun seno o piegatura. Alberti in Trat. di Pit. è però d'avvertire (secondo Fra Ignazio Danti nelle due regole) che quando si parla in termini pratici di disegno o prospettiva, non si può dire questa linea se non una lunghezza con tanta poca larghezza, che non può sensatamente esser divisa, e ne adduce il testimonio d'Aristotile nel secondo della Fisica.
Dicono anche gli Architetti, linea quell'ultimo disegno che chiude intorno lo 'ntero spazio del sito.
Linea centrica
. Una linea diritta, che tagliando in due luoghi la circonferenza del cerchio, passi per lo centro del medesimo cerchio; questa linea, secondo i Matematici, nel tagliar che fa essa circonferenza del cerchio, non può mai fare con essa angoli retti.
Linea circolare
. Quella che abbraccia e contiene in sè tutto lo spazio del cerchio.
Linea composta, eccentrica, convessa, e concava in diverse parti
. Si trova chiamata da alcuni Autori quella, le cui circulari porzioni riguardanti centri opposti, con facil piegatura la rendono nel sodo delle materie in parte concava, e in parte convessa, come segue per esempio in que' Membri degli Ornamenti, che gli Architetti chiamano onde, o gole diritte o rovesce.
Linea composta, eccentrica, spirale
, o
linea composta, eccentrica, involta
. Quella che con varie porzioni circolari sopra diversi centri raggirando s'involge e termina in un punto, che si dice
centro dell'involta linea
.
Linea concludente
. Alcuni Scrittori di prospettiva dicono concludente quella linea, che tirata dalla sommità di quella dell'altezza, scorre sempre equidistante a quella del piano; fra l'una e l'altra delle quali è contenuto tutto ciò che il
Prospettivo
vuol disegnare.
Linea dell'altezza
. Quella, che cadendo sopra la linea del piano, fa con essa angoli retti. In questa linea il
Disegnatore
determina l'altezza della cosa ch'egli intende far vedere in disegno.
Linea del piano
. Appresso i Prospettivi è quella, che prima d'ogn'altra tira il Disegnatore, con la quale rappresentasi il piano Orizzontale, cioè quella pianezza che in superficie di terreno o d'altro sito al medesimo Orizzonte equidistante, e sopra la quale quello che opera, innalza ciò che egli vuol disegnare.
Linea diagonale
. Quella linea retta che nelle figure quadrangolari si distende da uno angolo all'altro degli opposti; ed è termine Geometrico. I Pratici volgarmente la chiamano,
linea a schisa
,
linea in tralice
,
linea a sghembo
,
linea a sghimbescio
.
¶ E in termine di prospettiva è quella che passa per gli angoli de' quadri digradati; e si dice diagonale, perchè camminando sempre al punto della distanza, passa per essi angoli de' quadri digradati.
Linea mista
. Quella che è composta di linea retta e di curva.
Linea orizzontale
. Termine di prospettiva: e dicesi quella linea, che stando al livello dell'occhio termina la vista nostra.
Linea perpendicolare
. Quella retta, che cadendo sopra un'altra retta, fa gli angoli fra loro eguali, chiamati retti.
Linea torta
L'Alberti chiama linea torta una parte di cerchio, la quale si dice altrimenti, arco: e quella linea, che va dall'uno all'altro punto della torta, chiama
corda
; e quella, che dal punto di mezzo della corda si parte, lasciandosi dalle bande angoli eguali, e va fino all'arco, chiama
saetta
. Quella che partendosi dal punto immobile o centro che è dentro al cerchio, va fino alla linea torta del cerchio, dice
raggio
; e quella linea, che arriva all'un e l'altra parte del cerchio, passando per lo centro, dicesi diametro.
Linee equidistanti
. Appresso a' Mattematici sono le stesse che le parallele. ¶ E linee parallele o equidistanti sono quelle, le quali essendo in un medesimo piano, e prolungate in infinito dall'una e dall'altra parte, non solo non si congiungono mai insieme, ma si conservano nella medesima lontananza fra di loro.
Linee parallele prospettive
. Quelle veramente paralelle che appariscono andarsi a congiugnere nel punto orizzontale; e sebbene queste di lor natura non si congiugnerebbon mai (come ferma Euclide alla definizione 35. del primo) contuttociò si dice che vanno a congiugnersi nel punto orizzontale, perchè il
Prospettivista
considera le cose, non come sono, ma come dall'occhio son vedute; ed essendo che tanto minori appariscano, quanto più da lontano l'occhio le vede, è necessario il dire, che le linee paralelle prospettive secondo quello apparisce all'occhio, vadano a congiugnersi nell'orizzontal punto. Fra Ignazio Danti.
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