NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1 (1681)

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Mi sovvengono altresì le proteste, ch’io feci con voi, a cagione della da me ben conosciuta poca mia sufficienza, massimamente in materia si vasta, e che di momento in momento andavami sempre sotto l’occhio crescendo, per non dire raddoppiando. Non mi è fuggito dalla mente quanto io vi dissi pure alla lontana intorno alla ragione, che mossemi a dar fuori i quattro Decennali, dal 1260 al 1300, con si poca quantità di nomi, e notizie di Artefici degli molti, che furono in quegli antichi tempi; e fu questa, cioè, che oltre alla gran fretta, che mi facevano gli amici d’incominciare ad esporre al pubblico alcuna cosa del mio, non parvemi conveniente, che quel poco, ch’io aveva già ridotto a qualche perfezione, dovesse stare nascoso, fino a tanto che io avessi terminata tutta l’Opera; perché sarebbevi stato pericolo, anzi una morale certezza, attesa la mia età già molto avanzata, che potesse restarsi, in caso di mia mancanza, e l’antico finito, e’l moderno ancora non perfezionato, sepolto nell’oblivione. E che però per fuggire tale inconveniente (se pure potea dirsi inconveniente la perdita nel Mondo d’un parto miserabile dell’intelletto mio) deliberai d’eleggere un ordine di fare un primo libro di ciascheduno Decennale, non pure del detto primo Secolo dal 1200. fino al 1300. ma poi a suo tempo di tutti i Secoli susseguenti, fino al termine dell’Opera, per assicurarmi dal pericolo d’accavallare i tempi, per quello che all’ordine cronologico appartiene; siccome per poter lasciare indietro in qual si fosse Secolo, o Decennale, tanto nell’antico, che nel moderno, molti Artefici, de’ quali si ha cognizione, ma non già tanta, che basti per farne un Trattato intero, per doversi poi loro dar luogo o da me, o da altri, a chi dopo me piacesse di continuare questa serie, ne’ secondi, terzi, o quarti Libri di qualsisia Decennale. Ora sappiate che le medesime cagioni, che mossero l’animo mio allora a dar fuori solamente quel poco, che io aveva di ordinato, e di rivisto nel primo Secolo dal 1260. al 1300. cioè a dire l’istesse persuasioni degli amici, e’l timore, che tale mia povera fatica coll’indugio non perisca, mi muovono adesso a farvi vedere il secondo Secolo dal 1300. e al 1400. diviso in dieci Libri, cioè i primi Libri d’ogni Decennale, scarso ne piu, ne meno del primo, con animo di seguitare l’ordine stesso di fare il primo Libro d’ogni Decennale de’ tre Secoli, che rimangono fino al presente; i quali però e per ragione delle minori antichità, e dell’abbondanza di notizie, che con lunga fatica m’è riuscito raccogliere, spero che saranno di gran lunga più copiosi. Fu allora mia intenzione il darvi in ogni Tomo, o volume dell’Opera, una particella dell’albero universale, che io conservo fatto da me degli Artefici da Cimabue in qua il numero di quasi duemila, dico di quegli de’ quali io stimai bene far menzione, e questo voleva fare a fine che vi fosse per essere facil cosa il vedere per mezzo di esso in un occhiata sola la derivazione de’ suggetti da loro maestri, e dal primo stipite Cimabue; ed a fine ancora, che volendo voi congiungere alla prima le altre particelle d’albero d’ogni Volume, vi potesse venir fatto il condurre l’albero intero da detto primo stipite, fino a’ viventi artefici; e tutto questo vi promessi nella mia Lettera. Ma assai mi duole ora d’avervi a dire, che per cagione della cosa stessa io non vi posso tale premessa a così di subito adempire, conciosiacosache io ho trovato nel fare, che il venirne all’esecuzione averebbe a lungo andare cagionato a me, ed a voi difficultadi da non potersi così facilmente superare, e sarebbemi convenuto perder tanto di tempo nell’adattare le molte piccole particelle dell’albero, in modo che riuscisse chiaro, che mi sarebbe dipoi mancato per operare nel più importante; onde io ho avuto per meglio il non dar fuori per ora alcun’altra di esse particelle d’albero, ma aspettare a farlo quando che sia, che io abbia col Divino aiuto data in luce parte assai maggiore de’ molti volumi, che mi restano terminati, per farne allora tutta una carta, lasciando in essa il luogo da potervisi fare le connessioni di quei nomi, che ne’ primi Libri a tutti i Secoli, e Decennali non fossero stati menzionati, Ma lasciati per i secondari Libri. E così non verrà negato a voi quanto io vi promessi, benché dato in diverso modo, ed io donerò al principale mio assunto, che fu di scriver Notizie, di numero stetti per dire infinito, di Professori di queste belle Arti, la preziosità di quel tempo, che averebbe voluto per sé un simile impaccio; e vivete felice.

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