IRRAGIONEVOLE, senza fallo, m’è sempre paruto il rammarico della maggior parte degli uomini, che a gran torto si dolgono, aver la Natura, come gelosa tutrice de’ propri parti, in troppo cupo e segreto nascondiglio, sepolte l’interne qualità di ciascuno; e quindi avvenire che la verità delle cose che in quistion cadono tutto il giorno, fasciata e coperta dal velo di tante e sì diverse opinioni, non possa in alcun modo far mostra di sé, e quasi fuggendo da’ curiosi sguardi di chi la cerca, e quanto più può nascondendosi, tolga a chicchessìa il desiderio, e la voglia di più cercarla. Imperciocché se con ragionevole occhio l’ampiezza riguarderassi dell’animo umano, a cui senza alcuna limitazione o riservo, diede Iddio la facultà non pur di conoscere, ma d’intender perfettamente tutte le conoscibili cose, assai chiaro sarà, qualunque volta egli non ottenga il fine proposto, non peccare in ciò la Natura, ma esso medesimo, mercè ch’egli (tanta è la forza delle passioni) o per fiacchezza non può, o per viltà non ardisce, o per alterezza non cura di rintracciare gli occulti principj, da’ quali, come da legittimo fonte scaturisce e deriva la cognizione del vero. E certo non sarebbe il Mondo ingombrato da sì folta caligine di pareri, né con tanta nausea degl’ingegni bevrebbesi l’acqua delle Scienze, per lo continuo inondamento di tante opinioni divenuta torbida e fangosa, se più di studio si ponesse dagli uomini in ricercar la verità; la quale ancora quanto più vien percossa e ripercossa da’ colpi di gagliarda speculazione, tanto più spesso e in maggior copia fa volare fuori le sue celesti faville. Onde pare a mè, che in questa quasi universal battaglia degl’intelletti, di poche cose s’abbia vera contezza; mentre intento ciascuno ad accreditare il proprio parere, prende molte volte l’armi contro del vero, armandosi eziandio contro la sua credenza medesima. Il quale reo costume, come che di mille intestine discordie abbia ripiena la repubblica delle Scienze, in quale scompiglio e nemicizia non aveva posto quelle due bellissime Arti, che Scultura e Pittura si appellano?