Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Voto

Voto
, pronuziato con l'o aperto, add. Da votare per evacuare, che è senza cosa veruna dentro di sè, contrario di pieno. Lat. Vacuus.
Voto
, pronunziato con l'o largo m. L'esser voto, il vano, la concavità vacua. Lat. Vacuitas.
Voto
, e
Boto
pronunziato con l'o stretto m. Immagine che si attacca nelle Chiese da chi si è botato. Lat. Votiva imago¶ E voto, o boto, vale anche fantoccio, per esser le imagini votive per lo più mal fatte. In far tali figure belle e simiglianti si esercitavano alcuni Maestri detti Ceraiuoli, sopra di che V. Statue.¶ E voto, o boto, per persona non buona da niente, e come comunemente si dice
persona dappoca
. Lat. Iners, ineptus. A questi due ultimi significati alluse il Berni nel Sonetto sopra la sua Serva, quando disse di lei: Fugge da' Ceraiuoli, Accioch'e' non la piglin per un boto.
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Voto
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