Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Statua

Statua
f. Figura di rilievo, o sia scolpita o di getto. Fannosi statue di diverse materie, cioè d'avorio, legno, terra, gesso, pietra, e metallo; e coloro che le fanno possono dirsi tutti
Statuarj
, quantunque i Greci ai fabbricatori di statue di ciascheduna delle dette materie assegnassero nomi particolari, quali nomi nota Pomponio Gaulico Napoletano in Dialog.Anche noi Toscani aviamo usata una certa distinzione di nomi fra i fabbricatori di esse statue; come a dire,
Scultori
a quelli che fanno statue di pietra, che rappresentan figure d'uomini o animali: e Intagliatori a chi lavora altre cose; siccome anche Intagliatori a color che fanno figure di legname:
Gettatori
a quei che le conducon di metallo:
Formatori
a coloro che le fanno di gesso, o cartapesta, o d'altra materia, che si metta nelle forme spezzate:
Modellatori
a que' che lavoran di terra e cera:
Stuccatori
a quelli che le lavoran di stucco. Et eran nel secolo del 1400. in Firenze alcuni buonissimi Maestri di figure, che chiamansi Ceraiuoli, perchè facevan le statue di cera, che si esponevano nelle Chiese presso alle sacre imagini in segno di ricevute grazie, quelle figure che noi diciamo boti: dove è da sapere, che avanti a quei tempi s'era usato offerire alcune piccole immaginette di cera;
avendo poi Andrea del Verrocchio, Pittore Scultore e Architetto Fiorentino, trovato o ritrovato, e incominciato a praticare la invenzione di far ritratti de' defunti, formando i loro volti di gesso, fu nuovamente incominciato ad usarsi il far di cera o di stucchi e altre materie, figure al naturale grandi quanto il vivo, per esporsi in voto nelle Chiese; ed il primo che offerse simili voti grandi fù il Mag. Lorenzo de' Medici, che uno alla Santissima Nonziata di Firenze, uno al miracoloso Crocifisso delle Monache di Chiarito in via S. Gallo, ed uno alla Chiesa di S. Marìa degli Angeli ne mandò in testimonio d'una segnalata grazia ottenuta, e tutte rappresentanti la propria persona sua: e si dilatò per modo quest'uso che se ne empirono le Chiese, e vi furono molti Maestri che non si esercitavano in altro; e questi si dicevano Ceraiuoli. La grandezza delle statue dal citato Pomponio Gaulico si distingue in quattro proporzioni, cioè quanto il naturale, grandi, maggiori, e grandissime; le prime son degli uomini savj; le seconde si dicono auguste, e sono degli Imperadori, e Rè; le maggiori si danno agli Eroi; e le grandissime, che son tre volte il doppio del corpo umano, chiamansi Colossi, quali usarono gli Antichi a' loro falsi Dei.
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Statua
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