Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)
Lemma - Stampa
f. Impressione, o imprimitura di che che sia, che lasci il segno.¶ E la cosa o strumento, che imprime, e segna.¶ E stampa per la cosa stampata in qualunque materia che sia.. Strumento simile alla stampa da drappi, e per il medesimo effetto, e l'adoprano tanto i calzolai per far loro lavori su 'l tomaio delle scarpe, quanto i Maestri di cuoio d'oro, per dar l'ombre alle figure, e rabeschi de' loro lavori.¶ Ci sono alcuni altri strumenti detti stampe da cuoio, per far buchi tondi nel medesimo cuoio, e sono di diverse grandezze. Quelli che fanno il buco minore l'adoprano i Calzolai a traforare le scarpe in que' luoghi, dove à da passare la legatura; gli altri che fanno buchi maggiori si adoprano da' Brigliai, e Valigiai, per fare i buchi, dove anno a passare gli ardiglioni delle fibbie, che si pongono alle briglie, ed a i cignoni de' cavalli, e carrozze.. Strumento di ferro di più lunghezze e grossezze, in cima del quale vi è rabesco, mandorla, o altro lavoro da imprimersi ne' drappi: il che si fa in questa maniera; tiensi il drappo disteso sopra una grossa, e bene spianata tavola d'asse, e posandovi sopra con la mano mancina il detto strumento di ferro, con la man ritta gli si dà sopra un colpetto leggieri con una mazza quadra di legno, tanto che venga impresso ciò ch'è disegnato nello strumento.¶ Per una sorta di scarpello con taglio col quale si fanno trinci, o frappe ne' medesimi drappi.. L'impressione de' libri. Arte ritrovata dugento anni sono in circa; si fa con lettere di getto, formate a rovescio, e rilevate sù la cima di certi punzoncini quadri, fatti di stagno e d'altra mistura che lo stagno consolida, e rendelo atto a reggere le stretture del torcolo. Di queste lettere (messe insieme ad una ad una, a guisa di chi scrive, in uno strumento, che dà la giustezza del verso, e perciò chiamato ) sene formano pagine, telaretti, e forme, della grandezza che si vuole sia il foglio da imprimere:
serransi poi dentro un telaio di ferro; e messe in uno strumento mobile detto il , toccate d'una mistura detta inchiostro, si fanno andare sotto il torcolo, ove a forza delle strette, che si dan loro con la vite del medesimo torcolo, s'imprime nel foglio bagnato.. Strumento d'acciaio di più grossezze e lunghezze, con testa quadrata, la superficie della quale è spartita in punte a diamante. Serve agli Scultori, per lavorare ne' luoghi fondi delle statue, e dove non arriva la luce: e in que' luoghi, che per la loro profondità e angustia, non ammettono lavoro di ferro da taglio; e talora se ne servono, per far buchi profondi ne' marmi, percuotendo leggiermente il ferro col mazzuolo con replicati colpi, coll'aiuto dell'acqua, che in piccol trogoletto di terra, che fanno attorno al luogo da forarsi, finchè sia fatta tanta apertura, che possa tener l'acqua da per sè stessa; e così vanno infragnendo a poco a poco il marmo, e con tale instrumento forano ogni grossezza di esso., ovvero. Alcuni legni di bossolo, pero, o altro legname duro, ne' quali s'intagliano figure ed altro, a modo contrario alle stampe in rame; perchè in queste serve l'incavatura per ricevere in sè il colore, e imprimerlo nella carta, facendolo uscir fuora dell'incavatura, per forza d'un torcolo, composto di due cilindri detti curri, o rulli, o subbi, con restare i piani puliti; ma in quelle di legno, il colore è ricevuto dal piano all'usanza della stampa da libri, e perciò deve restare incavato tutto quello che non à da ricever colore, nè fare impressione nella carta. Ugo da Carpi, Artefice del passato secolo, inventò un modo di fare stampe di legno di tre pezzi, con le quali fannosi carte, che paion disegnate, per avere in sè tre colori, col primo pezzo s'imprimono gli intorni e 'l lume, che è il bianco del foglio, con il secondo la mezza tinta, e con il terzo lo scuro.. Alcuni pezzi di piastra di rame bene spianati, e fatti (dalla banda dove s'à da lavorare) lisci, ne' quali s'intagliano figure per istamparsi nel modo che si è detto di sopra nella stampa di legno. L'intaglio nel rame si fa di due maniere; una è con lo strumento detto bulino; l'altro è ad acqua forte, per la quale bisogna che il rame sia prima inverniciato d'una vernice fatta apposta (che si descriverà a suo luogo trattandosi delle vernici) sopra la quale si calca il disegno fatto di matita rossa, andando con un'ago sopra i dintorni, come farebbe chi lucidasse: sopra le calcature si sgraffia la vernice tanto che si scopra il rame, non solo ne' dintorni, ma in tutte le linee che anno da fare l'ombra, la tinta, e la mezza tinta. Sopra di questo rame così sgraffiato si dà l'acqua forte, la quale penetra in quelli sgraffi, e gli affonda. L'acqua forte si dà egualmente a tutto il rame per tre spazzi di tempo: finito il primo spazzio si dà di sego, con un pennelletto, alle mezze tinte; acciocchè, passandovi sopra l'acqua forte, non possa profondarle; dopo il secondo spazzio, si dà di sego alle tinte per poter, senza loro nocumento, profondar con la medesima acqua forte; nel terzo spazzio l'ombre, e gli scuri.