Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)
Lemma - Scene
f. Propriamente capanne di frasche, fatte per fare ombra; dalla qual voce furono dette quelle Feste fatte dalli Ebrei, nelle quali sotto simili capanne di fronde rinnovano la memoria di quel tempo nel quale furono liberati dalla servitù delli Egizj. Più largamente intendosi le scene (secondo Labeone citato da Ulpiano in leg: 2 §.Ait Prætor. ff. de his qui not. infam.) per un luogo fatto apposta per ispettacoli in pubblico, o in privato. Furono le scene prima in Atene appresso i Greci, e in Roma appresso i Latini. Varie furono negli antichi tempi; alcune si chiamavano , quali ornavano d'altissime colonne, palazzi reali, fabbriche, ed apparati; altre dicevano , che facevan vedere con edificj privati, e apparati di mediocre ornamento e magnificenza; altre poi che appellavano, non d'altro si componevano, che d'alberi, monti, e spelonche. Erano le scene mobili, che in un subito con artificiose macchine si voltavano, e mutavano in altre; alcune col levarsi di certe tavole facevan rimanere alla vista de' circostanti nuove apparenze. E quelli che sopra tali scene operavano eran chiamati , e . Ancora ne' tempi nostri, come è notissimo usansi le scene di maraviglioso artificio; e molti sono stati gli Architetti in Toscana eccellentissimi nell'inventarle. Uno di questi fù il celebre Bernardo Buontalenti Fiorentino, che morì l'anno 1608. Il quale in occasione di feste, apparati, commedie, ed altre pubbliche allegrezze, fattesi da' Senerissimi, fece cose di tanto stupore, che più non si può dire, aprendo la strada agli altri Maestri, che anno poi operato per l'Italia, di fare le maravigliose invenzioni, che à veduto il presente secolo, in Firenze, Roma, Venezia, ed altre Città.