Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)
Lemma - Sbullettare
Gettar fuor le bullette; e dicesi propriamente ad un certo gettar che fanno gl'intonachi di calcina (dopo esser ben secchi anche dopo molto tempo) d'una porzioncella di lor superficie per lo più di figura tonda, simile alla testa o cappello di una bulletta, lasciando un buco, simile a quello che fa la bulletta o chiodo nella muraglia nel cavarnelo fuori, con che si guasta ogni bellezza di bianco, o pittura, che sia sopra essa superficie. Questo male deriva da alcuni minuti pezzi di calcina non bene spenti, che sono particelle di alcuni sassi, che nella fornace son venuti eccessivamente cotti (che i fornaciai dicono ) i quali sassi per tale loro troppa cottura, rilevano, cioè si formentano, o vogliamo dire si spengono assai più tardi che gli altri, e sempre ve ne resta qualche parte de' non spenti. Devesi però avvertire da chi vorrà fare intonachi, di elegger calcina dolce, e molto stagionata, e rena ben lavorata, e di non pigliar la calcina che cade sotto la cola, ma quella che scorre per lo rimanente del trogolo, ove essa calcina si cola; perchè quei pezzetti cadendo a piombo, non essendo ben liquidi non si muovon di luogo, là dove la calcina liquida si porta e si sparge, libera da quell'imperfezzione, nelle parti più lontane. Ottima per tale effetto proviamo noi la calcina di Settimello, villa poco lontana da Firenze, che si fa d'un alberese, che non portato da fiumi, ma d'una cava dello stesso luogo, che nel calcinarsi si fa delicata, e morbida, e fa gran presa.