Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Arme

Arme
f. Tutto quello del quale armasi chi che sia tanto a difesa, che ad offesa. ¶ Per impresa o insegna di Città, Comunità, e Famiglie, detta così perchè si delineava nelle armi difensive, come scudi, targhe, palvesi, e simili. Non tengono l'
armi
fra le cose difficili in materia d'Architettura ne' nostri tempi l'ultimo luogo; non tanto per se medesime, quanto per essersene fin quì fatte tante e tante, che si rende quasi impossibile il far cosa, in tutto e per tutto bella e nuova. Le parti dell'arme per lo più son tre: cioè lo
scudo
, l'
ornamento
, e il
segno d'onore
,
segno di nobiltà
,
segno di dignità
, o simili
. Lo scudo, che è lo spazio del mezzo, parte principalissima, è quello dove si figurano l'imprese, dette da Giovan Villani
Intrasegne
: l'ornamento intorno ad esso fassi dall'Artefice secondo il suo buon gusto; ed è quello nel quale consiste il concetto ed invenzione del medesimo Artefice; perchè negli antichi tempi, ed oggi ancora in molte parti d'Europa, si veggono senza ornamento. I segni di Nobiltà, Cavallería, Dignità, o simili; cioè nell'Ecclesiastico i Regni Pontificj, i Cappelli Cardinalizj, le Mitre e' Pastorali; nel Secolare l'Imperiali o Reali Corone, gli Elmi, i Bastoni, o altri, debbon farsi a simiglianza del vero, ne più nè meno. Circa all'origine dell'armi, pare ch'e' si possa affermare, col Cassaneode Gloria Mundi, che avendo gli Antichi in tre qualità distinte le condizioni degli uomini, cioè rispetto all'Agnazione, Gentilità, e Stirpe; a quella della Famiglia attribuivano solamente la Nobiltà. Questa era di coloro, come anche afferma Cicerone, che potevan mostrare l'immagine degli Antenati loro, a distinzione di quelli che ciò non potevan fare, i quali eran chiamati figliuoli della terra, e al tutto ignobili, e bassi: e fu costume appresso i Romani antichi, il portar ne' funerali esse immagini per testimonio di Nobiltà, come dice lo stesso Cicerone nel suo Oratore: onde è che l'immagini bene spesso soglion pigliarsi per segno di Nobiltà. Da queste immagini incominciarono poi secondo il Budeo, quei contrassegni di Nobiltà, che noi chiamiamo Armi, le quali si davano agli Eroi in premio delle loro virtuose azzioni. Nè ciò è punto inverisimile, perchè sappiamo che volendo Alessandro eternar le glorie degli Atleti, e de' gran Soldati, per rendergli più animosi alle conquiste, deliberò col consiglio d'Aristippo di far sì, che fossero tanto nell'onore, quanto nel guadagno ricompensati. Onde usò donar loro l'insegne, i vessilli, e altre simili spoglie. Queste arme dunque sono di due sorte, una di singular dignità, della quale si servono i Principi e' Signori, e l'altra de' Privati Nobili, o Popolari; nè possono questi appropriarsi l'armi de' propri Principi, senza delitto di lesa Maestà, nè lecitamente usurpare quelle d'altri Privati.
Vedi altri lemmi
Arme
Con il contributo di