Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Rifiorire

Rifiorire
; Quasi di nuovo fiorire; termine volgarissimo, con che usa la minuta gente esprimere quella sua insopportabile sciocchezza, di far talvolta ricoprir di nuovo colore, anche per mano di Maestro imperito, qualche antica pittura, che in processo di tempo sia alquanto annerita, con che toglie, non solo il bello della Pittura, ma eziandio l'apprezzabile dell'antichità. Direbbesi restaurare, o resarcire, o
ridurre a bene essere
, il raccomodare che si fa qualche volta alcuna piccola parte di pittura anche d'eccellente Maestro, che in alcun luogo fusse scrostata o altrimenti guasta, perchè riesce facile a maestra mano; e alla pittura non pare che altro si tolga che quel difetto, che quantunque piccolo, par che le dia molta disgrazia e discredito. Molti però non del tutto imperiti dell'Arte, sono stati di parere, che l'ottime pitture nè punto nè poco si ritocchino, anche da chi si sia; perchè essendo assai difficile, che o poco o molto, o subito o in tempo, non si riconosca la restaurazione per piccola che sia; è anche vero che la pittura, che non è schietta, va sempre accompagnata con gran discredito.
¶ Sotto questo termine rifiorire, intendono anche gl'ignoranti, il lavare l'antiche pitture; il che fanno alcuna volta con tanta indiscretezza, che più non farebbono nel dirozzare un marmo; e non considerano, che non sapendosi bene spesso qual sia il composto delle mestiche, o imprimiture, e quali siano i colori adoprati dagli Artefici (perchè più assai sopportano il ranno, o altra materia men forte le terre naturali, che i colori artificiali) non solo mettono esse pitture in pericolo di mandar dietro alla lavatura, i velamenti, le mezze tinte, e ancora i ritocchi, che sono gli ultimi colpi, ove consiste gran parte di lor perfezzione; ma anche di scrostarsi tutte a un tratto: ciò ch'io mi ricordo essere avvenuto ad un bel ritratto di sè medesimo fatto da Giovani da S. Giovanni, di sua propria mano a olio sopra tela, che fu dato alla G. M. del Serenissimo Cardinale Leopoldo per darle luogo fra gli altri ritratti de' famosi Pittori, e di lor propria mano, di che quell'Altezza fece la tanto famosa raccolta. Questo ritratto adunque venuto prima alle mani d'un ben pratico Doratore, forse per accomodarlo nel suo ornamento, lo volle lavare, nel modo che aveva fatto a' suoi giorni a molti altri quadri; e ciò fatto, quasi subito si spiccò, e mestica, e colore, e quanto era sopra la tela accartocciato in minuti pezzi andò in terra, senza che altro del bel quadro rimanesse, che'la tela, e 'l telaio.
Vedi altri lemmi
Rifiorire
Con il contributo di