Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Oro

Oro
m. Metallo il più nobile di tutti gli altri. Lat. Aurum.
Oro in foglia
. Oro di ventiquattro carati, battuto tanto sottilmente, che ridotto in foglie larghe un'ottavo di braccio per ogni verso, non arriva a valer più, che scudi sei per ogni migliaio di foglie, compresa in esso prezzo l'opera del manifattore. Questo è quello del quale si servon gli Architetti, per far dorar soffitte, ed ogni altro ornamento di fabbriche, quadri, e suppellettili. Serve ancora a' Pittori per dorare, a mordente e a orminiaco, cose che vadan dipinte, sopra drappi, corami, ed altro. Riducesi ancora l'Argento a questa guisa in foglia, e serve per inargentare, o per metter sotto come fondo a quei colori, che per non aver corpo traspariscono, ed il colorire con essi l'argento dicesi
velare
. Quell'Artefice, che riduce tanto l'oro, che l'argento in foglia, chiamasi
Battiloro
, e quell'altro il quale se ne serve per dorare, e inargentare, chiamasi
Mettidoro
.
Oro macinato
. Una sorta d'oro, del quale si vagliono i Miniatori, e i Pittori, per lumeggiare i loro disegni, e talvolta le loro pitture. Questo non è altro che oro in foglia macinato, in una tazza di cristallo, con mele e gomma, e riposto in nicchi a conservarsi; ed adoprasi non tanto col pennello, quanto ancora con la penna, per iscrivere lettere d'oro, ma dopo che gli è rasciugato bisogna brunirlo, perchè riceva il suo splendore.
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