Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)
Lemma - Onice
m. Gemma, secondo Plinio, quasi simile al Grisolito, alla Sarda, e al Diaspro. Trovasene nell'India, nell'Arabia, e in Germania: e vi è Autore che afferma nascere ella nel fiume Fisone, che viene dal Paradiso terrestre, e lo cava dal Genesi al secondo; dove parlandosi di quel fiume si dice nascervi l'oro, e trovarvisi la pietra Onichino. Distinguono questa gioia in cinque diverse sorte, secondo i diversi suoi colori. La prima (nella quale concorrono buoni Autori, come il Cardano, Dionisio, e altri) è di colore dell'ugna dell'uomo; la seconda profondamente nera; la terza che vien dall'India nera pendente in giallo; la quarta alquanto gialla con vene bianche; e la quinta che vien d'Arabia, nera con vene e cerchi bianchi: quella di Germania è chiamata Calcedonio,
che à le varietà di colori e forme d'occhio umano, da Plinio attribuite all'Onice. Di questa gemma si parla molto nella Sacra Scrittura, cioè nella Genesi, nell'Esodo, e altrove. I Naturali le assegnano diverse facoltà, come si può riconoscere da' loro scritti: a' nostri Artefici serve, come ogn'altra gioia, per varj e prezziosi ornamenti, e fatture. Nè voglio lasciar di dire, trovarsi l'Onice alcuna volta con la superior corteccia d'un sol colore, e l'inferiore d'un altro, ed allora chiamasi , e forsi Cameo, dal color che tiene di Cammello, o perchè abbia non sò che di simile alla cama; così l'AldovrandoLib. 4. Mus. Metal. cap. 74. In questa gemma s'intagliano figure, e vedonsene delle così ben fatte, che non anno prezzo, che le adegui. V. Cammeo, e V. Niccolo.