Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Maniera

Maniera
f. Modo, guisa, forma d'operare de' Pittori, Scultori, o Architetti. Intendesi per quel modo, che regolarmente tiene in particolare qualsivoglia Artefice nell'operar suo; onde rendesi assai difficile il trovare un'opra d'un maestro, tutto che diversa da altra dello stesso, che non dia alcun segno, nella maniera, di esser di sua mano, e non d'altri: Il che porta per necessità ancora ne' maestri singularissimi una non so qual lontananza dall'intesa imitazione del vero, e naturale, che tanta, quanto quello, che essi con la maniera vi pongono del proprio. Da questa radical parola, maniera, ne viene
ammanierato
, che dicesi di quell'opre, nelle quali l'Artefice discostandosi molto dal vero, tutto tira al proprio modo di fare, tanto nelle figure umane, quanto negli animali, nelle piante, ne' panni, e altre cose, le quali in tal caso potranno bene apparir facilmente
; e francamente fatte; ma non saranno mai buone pitture, sculture, o architetture, nè avranno fra di loro intera varietà ed è vizio questo tanto universale, che abbraccia, ove più ove meno, la maggior parte di tutti gli Artefici.
Maniera cruda
. Dicesi quella di quei Pittori, che non sapendo valersi delle mezze tinte, trapassano senza termine di mezzo, quasi da profondi scuri agli ultimi chiari; e così fanno le loro pitture con quasi niuna imitazione del vero, e senza rilievo. Dicesi ancora di coloro, che poco pratichi dell'accordamento delle tinte, nel passare da un colore ad un'altro, non osservano la dovuta proporzione; a guisa di chi sopra bianchissima carta, getta nerissimo inchiostro; e come per esempio quando lo scuro degli occhi, del ciglio, o delle narici, o il rosso della bocca, dall'Artefice sarà caricato tanto, che nè avra quello scuro, o quel rosso, alcuna proporzione col carnicino del viso.
Maniera dilavata
, quella di chi colorisce, senza forza o rilievo; le cui pitture, per la debolezza della tinta, tengono più del chiaroscuro, che del colorito dal naturale.
Maniera forte
, o
Maniera gagliarda
; è di quel Pittore, che a forza di profondi scuri, e vivi chiari, con mezze tinte appropriate, fa spiccare, e molto rilevare le sue figure sopra il piano della tavola.
Maniera gretta
. Termine, che si oppone a quello, che noi diciamo manierona: ed è di quell'Artefice, che opera poveramente, e freddamente; cioè senza magnificenza, senza franchezza, con poco artifizio e invenzione, senza abbigliamenti, o alcuna altra di quelle parti, che rendono l'opera ammirabile, e curiosa.
Maniera ideale
. Termine usato da Luigi Scaramuccia Pittor Perugino, nel suo Libro intitolato, le finezze de' pennelli Italiani, per esprimere la maniere di quell'Artefice, che nell'operar suo non istà tanto avviticchiato al naturale, che si scordi del tutto, di ciò che à osservato nel più bello della natura, e nell'opere de' più subblimi Maestri.
Maniera languida
: Contrario di maniera risentita.
Maniera legnosa
; di quel Pittore, che quantunque abbia buon colorito, invenzione, e altre belle qualità contuttociò, per una certa infelicità del gusto suo nel fare sveltire le parti delle figure, e dare ad esse moto, e prontezza, con un certo colorir terminato, le fa apparir dure, quasi che fossero ritratte, non da persona viva, ma da una statua di legno dipinta. Questo vizio si riconosce più dal tutto, che dalle parti, le quali bene spesso possono apparire, ciascheduna da sè ben disegnate, ben colorite, e abbigliate; e con tuttociò esser cariche di questa bruttura, la quale si scorge in molti di coloro principalmente, che nel Secolo passato vollero imitare il divino Michelagnolo nel muscoleggiare, e abbigliare le figure; il che fa conoscere quanto sia la differenza da colui, che nell'operare và a seconda d'un'altro, benchè singulare nell'arte, a quello che seguita un chiaro lume del proprio intelletto, che le ragioni del ben fare alla mano somministra. Questo accidente fu dall'alto ingegno di quel subblime Artefice preveduto; quando ebbe a dire una volta: Questa mia maniera vuol fare di molti goffi Artefici
Maniera Lombarda
. Dicesi di quegli Artefici, che anno procurato d'immitare il bello e natural modo di colorire de' più celebri Pittori Lombardi.
Maniera risentita
. Contrario della Maniera languida. Di quell'Artefice, che nel ritrovar de' muscoli delle figure procede con molto ardire, e gagliardia; e nell'arie delle teste, negli scorci, ne' moti, e nell'espressione degli affetti, elegge sempre ciò che è più vivace, apparente, e che nel naturale rare volte si vede in uno stesso soggetto.¶ Da questa radice forse derivarono gli Scultori, quel termine, che essi dicono
Risentire
, che è (dopo aver nella forma, fatta sopra testa d'uomo morto, messa la cera) andar con istecchi affondando più i fondi, e alzando le parte rilevate del getto, per levare così quelle languidezze cagionate nel cadavero dalla morte. Lo stesso fanno, dopo aver gettate figure pur di cera, dentro a forme talvolta, stracche e logore, riducendo il getto a freschezza con affondare ed inalzare, affine di ridurlo in quello stato, che sarebbe, se pure allora stato fosse modellato dall'Artefice. E questo risentire diconlo anche
ritrovare
.
Maniera secca
. Di quell'Artefice, che nell'opera sua procede in tal modo, che fa vedere più di quello, che la natura nel naturale, da esso rappresentato, solita di far vedere: ovvero di colui che dintorna seccamente, cioè senza alcuna morbidezza, l'opere sue: ed anche di colui, che per poca intelligenza di chiari, e scuri, di disegno, e d'invenzione, non dà loro, nè rilievo, nè abbigliamento, nè verità.
Maniera svelta
, Contrario di maniera tozza, atticciata, o maccianghera: e si dice a quel modo di fare in pittura, scultura, e architettura, che tanto nel tutto, quanto nelle parti, con bel garbo e senza vizio, fa apparire anzi sottigliezza e lunghezza, che grossezza e cortezza, qualità della maniera tozza, atticciata, e maccianghera.
Maniera tagliente
. V. Tagliente.
Maniera tozza
, e
maniera atticciata
. V. Maniera svelta.
Maniera trita
. V. Trito, e Tritume.
Manierona
f. Termine col quale esprimono i nostri Artefici, il modo, la guisa, o la forma d'operare magnifico e franco contrario del tutto all'operar gretto e stentato.
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Maniera
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