Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)
Lemma - Macchina
f. Nome generico d'ordingo mecanico, da Vitruvio vien definita così, essere una perpetua, e continuata congiunzione di materia, che à grandissima forza a i movimenti de' pesi. Distinguonsi dal medesimo le macchine in tre sorte. Una che è per ascendere, chiamata da' Greci Acrovaticon, quasi andamento all'insù ed è quando sarà posta in modo, che dirizzati in piedi i ritti, e collegate le traverse, si ascenda senza pericolo a guardare l'apparato; fra questa sorta anno luogo principalmente le scale, le quali si appoggiano alle muraglie. L'altra sorta si dice , da' Greci Pneumaticon; ed è quando l'aria (o spirito) scacciata con le compressioni suona le percosse, e le voci espresse, come a lungo tratta Erone ne' suoi Spirali. L'altra si dice da' Greci Vanauson,
e serve per tirare; ed quella con cui si tirano i pesi, o alzati si ripongono; e questa si dice esser più eccellente dell'altre, perchè apporta comodi maggiori, e opera cose magnifiche per uso degli uomini. Credesi per taluno, che sieno una stessa cosa, macchina e strumento; e pure v' gran differenza fra loro: Perchè le macchine con aiuto di più uomini si muovono, ovvero per aver maggior forza, fanno anche più maravigliosi effetti, come gli argani, baliste, e i torcoli; là dove gli strumenti con un tocco prudente fanno l'uficio loro.