Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell'arte del disegno (1681)

Lemma - Giacinto

Giacinto
e
Iacinto m.
Gioia, che secondo Plinio, depende dall'Amatista, ma è da quella diversa, perchè il colore uveaceo di questa, è più pallido. Dicono trovarsene ancora di colore azzurro (ma assai difettosa) altra volta biancheggiante, tal'ora risplendente in porporino colore. Il Cardano la distingue in quattro sorte; altra simile al Grisolito, densamente gialla; altra gialla chiara, che nel bianco traspare come il Topazio; altra simile al Rubino, o Granato; altra al Sardo, e che nella sua trasparenza risplende in giallo; e molti affermano, che questa gioia, al variar dell'aria, muti la chiarezza, o torbidezza sua. Ne l'Etiopia, e l'India, donde vengono le migliori. Dicono aver virtù contro i fulmini, contro la peste, e che fattole toccare le carni d'un infetto di tal male, si turbi; in oltre che sia atta a fomentare l'allegrezza, scacciare i timori, e fortificare il cuore. L'Accademico Ardente afferma, trovarsi in Pollonia in una Droghería un'Iacinto grande quanto un'ugna, legato in argento, il quale prestano a' feriti, e per continova esperienza si vede, che avvicinato alla ferita la difende dalla putredine. Molt'altre belle virtù gli attribuiscono i Naturali, che per brevità io tralascio; ma a i nostri Artefici serve per vaghi e ricchi ornamenti, e lavori.
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Giacinto
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