Nominativo - Vitale Bolognese

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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Discepolo di Franco Bolognese, fioriva 1340. Coetaneo, e forse concorrente di Vitale Bolognese, sotto la scuola di Franco miniatore, attesta il Malvasia, che fosse questo Lorenzo, e lo cava da una assai buona conghiettura del vedersi bene spesso l’opere del primo, o allato, o rincontro a quelle del secondo; ciò riconoscesi particolarmente nel chiostro de’ Frati Domenicani di Bologna; e dice il medesimo, che di mano di quest’artefice fossero pitture a fresco nell’antico chiostro de’ PP. Conventuali, da essi poi chiuso, e tirato ad uso proprio; e seguendo l’attestato del Masini nella sua Bologna, e del Bumaldo, dice ancora che fossero sue pitture nell’antichissima Chiesa di Santa Maria di Mediaratta.

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1686

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V Veglia, Dialogo, composizione dell’Autore di quest’Opera 55. Si vede stampata in Lucca l’anno 1684. sottonome di Sincero Veri Versi scritti nella Torre del Palagio del Podestà appresso alle figure del Duca d’Atene, e suoi seguaci 59. Vicino pitt. sua vita 30. Vitale Bolognese pitt. della scuola di Giotto 35. Urbano V. ritratto 6. Uso antico di dipignere le parti interiori, ed esteriori delle Chiese da terra a tetto 28. Uso del dipignere sopra tela, moderno 93.

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1728

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V Vainrein, dec. 5. della par. I. del secolo 5. a c. 476. Vedi Rembrante. Van Bredael, Pietro, dec. 7. della par. 2. del sec. 7. a c. 624. Van-Bronchorst, Gio., dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 379. Van-Calcker, Gio., dec. 5. del s. 4. a c. 334. Van Ckesselles, Gio., dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 416. Vanden-Heckc, Gio., dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 377. Vander-Venne, Adriano, decen. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 198. Van Deynum, Gio. Batista, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 416. Vandervveyde, Roger, dec. 9. par. 2. del sec. 3. a c. 144. Vandich, Antonio, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 279. Van-Diepenbecck, Abramo, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Van Es, Jacopo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 415. Van-Hoeck, Gio., dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 375. Van Heil, Daniello, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Van-Heil, Gio. Batista, decen. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 377. Van-Heil, Leone, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. Van-Hoeck, Ruberto, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 376. Van Lint, Pietro, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 415. Van Mander, Carlo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 197. Van Nieulaht, Adriano, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 375. Van Oort, Adaamo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 163. Van-Orlai, Bernanrdo, dec. 2. del sec. 4. a c. 225. Van Ouvvaer, Alberto, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 114. Van Rein, Reimmbrond, a c. 78. dell’arte dell’Intagl. in rame, e car. 476. del dec. 5. della p. I. del sec. 5. Vedi Rembrant. Van Sor, Giorgio, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 416. Van Thielen, Gio. Filippo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Van Veen, Ottavio, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 237. Van Winghen, decen. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 276. Vedi Indocus. Vanni, Cav. Francesco, dec. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 143. Vanni, Gio. Batista, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 201. Vannini, Ottavio, dec. 2. del sec. 5. a c. 141. Varotari, Dariio, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 169. Vassallo, Anton Maria, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 535. Vassillacchi, Antonio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 205. Vecellio, Marco, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 110. Vecchietti, Lorenzo, dec. 4. del sec. 4. a c. 289. Verbeech, Franss, dec. 4. del sec. 4. a c. 304. Verbrugghen, Pietro, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 378. Verdezzotti, Gio. Mario, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 213. Verhaecht, Tobbia, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 259. Verhaight, Tobbias, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 238. al verso 21. Verona, Maffeo, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 273. Verzelli, Tiburzio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 154. Virgilio Romana, decenn. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 4. Vicentino, Andrea, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 210. Vicentino, Antonio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 214. Vedi Tognone. Vicino, dec. 2. del sec. 2. a c. 30. *Vigri, Beata Caterina*, dec. 6. della parte 2. del sec. 3. a c. 111. Vitale Bolognese, dec. 3. del sec. 2. a c. 35. Vite, Lorenzo Antonio, decen. 10. del sec. 2. a c. 109. Vinckeboons, David, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 397. Volterrano, Baldassarre, dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 381. Vedi Franceschini. Voort, Cornelio, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 399. al verso 10. Voost, Cornelio, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 244. verso il fine. Ubaldini, Agostino, decen. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 83. Vedi Bugiardini. Uccello, Paolo, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 57. Uffembach, Filippo, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 226. Ugolino Sanese, dec. 3. del sec. I. a c. 43. Ulerick, Pieter, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 169. Ulivelli, Cosimo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 414. al verso 28. Uranchs, Sebastiano, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 238. Uranquaert, Jacopo, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 198. Uroom, Enrick Cornelissen, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 231. Walckemborgh, Lucas, e Marten, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 145. Wan Campen, Jacopo, dec. 4. della p. I. del sec. 5. a c. 380. Willaerts, Adamo, dec. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 120. Willem Hendrick, Marten, dec. 4. del sec. 4. a c. 320. Willemps, Marcus, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 68. Withoos, Matteo, decen. 7. della par. 2. del sec. 7. a c. 622. Wouters, Francesco, dec. 4. della p. I. del secolo 5. a c. 376. Wtenxael, Joachim, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 240.

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Discepolo di Vitale Bolognese, fioriva del 1407. Non senza particolarissimo concorso della divina provvidenza, trovaronsi sempremai, non solo pittori e pitture, per la conservazione e augumento della cristiana pietà e divino culto; ma quello che è più, furono sempre al Mondo alcuni artefici, i quali adornaron la medesima, e di genio e di abilità singolare, per dipignere le sacre immagini di Gesù Crocifisso, di Maria Vergine, e de’ Santi: il che senza che io m’affatichi a provare con esempj, potrassi chiaramente riconoscere in molte parti della presente opera. Uno di coloro, a cui fu liberale il cielo di questo dono, fu Lippo Dalmasi , Pittor Bolognese, discepolo di Vitale, della stessa città, il quale colorì infinite immagini di Maria Vergine, onde acquistò il nome di Filippo delle Madonne. Di queste parlando il Malvasia, Scrittore delle Vite de’ Pittori Bolognesi, dice queste parole: Non reputandosi uom di garbo e compito, chi la Madonna del Dalmasi a possedere non fosse giunto. Dicono che quella, che di sua mano a mio tempo vedevasi nella Rotonda di Roma, fosse quella privata, che per sua particolar devozione, tenne sempre in sua camera presso il letto Gregorio XIII. di glor. mem. Pregiavasi Monsig. Disegna, già Maggiordomo d’Innocenzio X. possederne una di Lippo , che fu già la privatamente custodita e venerata dalla f. m. d’Innocenzio IX. fino quando era Cardinale: ed è vulgato anche presso gli Autori, che Clemente VIII. che scolare ancora nella famosa Università di Bologna, n’era sempre stato divoto, trovandosi nella stessa città, quando vi si trattenne dopo il ritorno da Ferrara riacquistata alla Chiesa, passando avanti a quella, che sta dipinta sopra la porta di S. Procolo , fermatosele davanti, dopo averla divotamente salutata, e concessale, non so quale indulgenza, pubblicamente soggiungesse, non aver mai veduto immagini più divote, e che più lo intenerissero, quanto le dipinte da quest’uomo. Fin qui il Malvagia: e poi soggiugne, che l’eccellente Pittore Guido Reni era solito dire, che ne’ volti delle Madonne di mano di Lippo scorgeva un certo che di sovrumano, che gli faceva credere piuttosto da un non so qual divino impulso, che da arte umanamente acquistata, si movesse il di lui pennello; perché spiravano una purità, una modestia, un decoro e santità grandissima: le quali cose mai nessun moderno pittore aveva saputo tutte in un sol volto fare apparire. Ma non è maraviglia, dirò io, se così divine sembrano le di lui immagini; mentre trovo, essere egli stato così divoto della gran Madre d’Iddio, che non mai si pose a colorirne i ritratti, che non avesse per un giorno avanti con severo digiuno castigato il corpo suo: e la mattina stessa, mediante una devota confessione e comunione, arricchita l’anima di celesti doni: a confusione di tanti, non so s’io mi dica trascurati o poco religiosi pittori, i quali nulla curando il fine, per cui fannosi le sacre immagini, solo a i mezzi, che a finir l’opere loro con guadagno e lode conducono, applicandosi, e più all’arte e a loro stessi di servire affaticandosi, che al decoro cristiano e al bisogno de’ popoli, che altro non è che d’avere immagini, che accendano loro nel cuore affetti, per li tanto necessarj ricorsi a Dio nelle proprie necessità, caricano le medesime di sconcertate bizzarrie, di scomposte attitudini, di vani, per non dire indecenti abbigliamenti, con che rubano altrui le ricevute mercedi, e sé stessi ingannano.

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