Nominativo - RYCK METRER STELT, che vuol dire, Ricco delle grucce

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Discepolo di Jan Morstart, nato 1482, morto 1577. Nel Villaggio marittimo di Vych op d’zee, fu un povero uomo pescatore, che ebbe un figliuolo chiamato Ryckaert, quello di chi ora parliamo. Questi da giovanetto, trovandosi un giorno appresso al fuoco, o in altra qualsifosse occasione di farsi male al fuoco, si abbruciò talmente una gamba, che non trovandosi alcun rimedio per lui, al fine fu necessario il tagliarla. Passato qualche tempo, dopo fatta la pericolosa operazione, avendo egli preso alcun miglioramento, non potendo ancora andar per la casa, convalescente, se ne stava il più del tempo a sedere al fuoco; e per passar l’ore del giorno, pigliava de’ carboni dal focolare, e con essi sul muro andava disegnando figure a modo suo, per quanto poteva fare quell’età, senz’aver mai applicato a quella sorte di studio. L’osservarono i suoi, e conoscendo in lui qualche buon segno d’inclinazione all’arte della pittura, e disperando ormai, che e’ potesse mettersi a far mestiero, dove abbisognasse gran moto o fatica di corpo, gli domandarono se gli fosse piaciuto di mettersi a quello del pittore: e sentito che sì, subito lo misero nella scuola di Jan Mostart, dove si mise a studiar con tanto fervore, che in breve diventò pittore valoroso; e colorì di sua mano gli sportelli di una tavola, che aveva fatta Jacopo di Gio. Mostarrt, ne’ quali dipinse una storia de’ fratelli di Gioseffo, venuti in Egitto a provveder grani davanti a Faraone. Fece anche molte altre opere, che si distesero per la Frisia, le quali del 1600 per qualsifosse cagione già si vedevano in mal grado, e però ci è stata lasciata di loro poca memoria. Costui dunque, come quelli, che amava molto la quiete, e coll’opere sue si era guadagnato tanto, da non aver più gran bisogno, se la passava in Anversa, ajutando a dipignere, provvisionato, a diversi pittori, figure ignude, nelle quali forse ebbe maggiore abilità, che in altre. Visse lunghissimamente, e nell’ultima sua vecchiezza gli mancò tanto la vista, ch’e’ si ridusse a segno, che pigliava sul pennello colore in abbondanza e tanto grosso, che bisognava raderlo dalle tavole col mestichino; onde le opere sue non erano più cercate da nessuno: cosa, che a lui molto dispiaceva, e non poteva restarne capace; perché rare volte concorre che i vecchj conoscano i difetti dell’età. Trovasi esser’egli entrato nella Compagnia d’Anversa l’anno 1520. Fu questo pittore uomo prudente, e molto amico del leggere cose divote. Ebbe moglie e figliuoli, a’ quali non mai volle insegnar l’arte. Fu uomo allegro e piacevole, con che si guadagnò l’amore d’ogni persona: ed ebbe una faccia sì bella, e come noi siam soliti dire, sì pittoresca, che l’eccellente pittore Francesco Floris lo volle ritrarre pel santo Luca, che dipigne Maria Vergine, ch’egli fece per la Compagnia de’ Pittori. A cagione del mancargli una gamba, gli bisognò sempre portar le grucce, che però fu per ordinario chiamato RYCK METRER STELT, che vuol dire, Ricco delle grucce. Venne finalmente a morte in età di anni novantacinque, circa il Maggio del 1577, sei mesi dopo l’invasione degli Spagnoli.

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