Nominativo - Pietro Purbus

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Ma io contuttociò per soddisfare al mio intento, che è di dar notizie universali al possibile, e per rendere al merito della virtù il suo dovere, ne farò in questo luogo quella memoria, che potrò. E qui mi conceda il Lettore, che io faccia di tutti un cumulo, anche di quelli, che alquanto s’avvicinarono a’ nostri tempi; con discostarmi assai per ora dall’ordine, che io mi prefissi, che fu di notare in ciaschedun Decennale que’ solamente, che in esso Decennale fiorirono; perché non avendo io per lo più de’ loro tempi certezza, ho creduto, che ogni altro ordine, che io tenessi in parlarne, servirebbe piuttosto per ingannare quelli, che leggeranno, che per dar loro buone notizie. È dunque da sapersi, come nella Germania alta furono, dopo i nominati Giovanni e Uberto, molti nobili artefici, anziché tutti gli Scultori, e Scrittori (che tali chiamano coloro, che dipingono i vetri) erano anche Pittori: e si son vedute qua e là alcune reliquie di loro arte e sapere, nelle stampe: come per esempio di Sibaldo Bheen Suanio, Luca di Cronach in Sassonia, Israele di Menttz, e Hispe Martino che molto bene fanno conoscere il valore di ciascuno di costoro nel suo tempo, ciò che non possono più fare le loro pitture. Similmente fu nella Fiandra un eccellente maestro della città di Bruges, chiamato Giovanni Memmelink, che fiorì avanti a’ tempi di Pietro Purbus: né altro si sa di lui, se non che lo stesso Purbus ne’ giorni festivi andava sempre a vedere un’opera di mano di questo Giovanni, nella casa o fosse Confraternita di S. Giovanni, e non si poteva saziare di vederla e lodarla: dal che si comprende, quanto questo Giovanni fosse eccellente nell’arte. A Ghent fu poco dopo di lui Gio: Vanneik, un Pittore chiamato Geeraert Vandermerre, che aveva una maniera pulita: di mano di cui fu portata da Ghent in Olanda, fino del 1600. una Lucrezia molto ben fatta. Similmente un tal Gheraert Horebaut, che poi fu Pittore del Re d’Inghilterra Enrigo VIII. di mano del quale erano nella stessa città di Ghent sua patria, nella chiesa di S. Giovanni, a mano destra dell’altare maggiore, due sportelli d’una tavola fatta di rilievo: in uno era dipinta la Flagellazione del Signore: nell’altro il portar della Croce, colla Vergine addolorata e S. Giovanni, e in lontananza le tre Marie, che andavano al Sepolcro, con lanterne e lumi, che facevano in quella spelonca un bel vedere, a cagione de’ molto bene osservati riflessi, che percuotevano i volti di quelle donne. Questi sportelli sortirono esser difesi dalla furia degli Ugonotti, che tentarono di disfarli, siccome avevan fatto dell’altre immagini; essendoché da una pia persona fossero comperi a poco prezzo (e fu questi Marten Biermano, nato in Broselles, che era anche grande amatore dell’arte) e poi dallo stesso fossero restituiti alla chiesa per quel poco prezzo, che costarono a lui. Di questo stesso Gheraert era ancora in Ghent del 1604. nel mercato del Venerdì, in una casa, dove si vendevano tele, un tondo doppio, dipinto da due parti: da una Cristo sedente sopra una pietra, in atto di esser coronato di spine, e battuto sopra il capo con canne: nell’altra era Maria Vergine col figliuolo, e una gran quantità d’Angeli. Nella stessa Città di Ghent fu un certo Lieven de Witte, buon pittore, che intese bene l’Architettura e la Prospettiva. Eranvi di sua mano un quadro singolare dell’Adultera nella chiesa di S. Giovanni, e alcune finestre di vetro, fatte con suo disegno. Fu a Bruges un tal Lansloott Blondeel, che sempre nelle sue opere metteva per segno una cazzuola da muratori. Era Pittore molto intendente, e buon Architetto, e fu in que’ tempi singolare in dipignere anticaglie e rovine, e più che ogni altra cosa, fuochi e splendori notturni, incendj, e simili: ebbe una figliuola, che fu moglie di Pietro Purbus.

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Fu ancora in Bruges un tal Gio: Vereycke, chiamato per soprannome Giovannino, che fu molto vago e gentile ne’ paesi, che gli faceva naturali, e molto ben finiti: e per ornamento di quelli, era solito farvi alcune storiette di Maria Vergine in piccole figure: e fece anche ritratti al naturale assai bene. Era altresì molto lodato da Pietro Purbus, eccellente Pittore, come di proprio udito attesta il Vanmander, un certo Gherardo di Bruges, del quale non si ha altra notizia. In Haerlem fu un Giovanni Hemsen, cittadino di quella Città, che lavorava d’antica maniera, in figure grandi, che fu molto pulito e curioso. Di sua mano l’anno 1604. vedevasi un quadro a Middelborgh, in casa il Sig. Cornelio Moninex, grande amatore di quest’arte: v’era un Cristo con gli Apostoli quando vanno a Gerusalemme. Fu ancora in essa città un tal Jan Mandyn, che faceva molto bene sulla maniera di Girolamo Bos, cioè streghe e maleficj: questi morì in Anversa, dove era provvisionato dalla città. In Harlem pure fu un eccellente spirito in disegno, pittura, e invenzione, che fu Volckaert Claetz, che vi fece di sua mano alcuni quadri in tela, nella camera del Magistrato, con buona franchezza, ma pendevano assai verso l’antica maniera: disegnò molte invenzioni per gli scrittori in vetro, e operavana per pochi danari. Fu ancora in Anversa un tal Giovanni de Duitlcher, ovvero Singher. Era di sua mano in essa città una stanza intera a fresco, nella strada dell’Imperadore, in casa un tal Carel Cockecl, con alberi grandi in paesi, e si conosceva la differenza d’una sorte d’albero ad un’altra, molto chiaramente. Disegnò assai per gli Arazzieri; ma ebbe un mancamento, che non poté mai dipignere a lume mancino: fioriva questo artefice l’anno 1543. Nel 1535. si trova entrasse nella compagnia de’ Pittori d’AnversaGiovannino di Vander Elburcht, vicino a Campen, detto Niccolò Piccino: di mano del quale era nella chiesa della Madonna di Campen sua patria la tavola dell’Altare de’ Pesciajuoli, colla storia, quando s. Pietro pescava: eravi la figura di Cristo, che veniva innanzi presso a un bell’albero, e la tempesta del mare bene imitata. Fu anche in essa Città d’Anversa della Compagnia de’ Pittori l’anno 1529. Aert de Beer, che disegnava assai per gli Scrittori in vetro: e un tale Jan Cransse, e di sua mano era nella chiesa della Madonna, nella cappella del Sacramento, la storia quando Cristo lava i piedi agli Apostoli, stimata assai bella. Altresì l’anno 1547. con tale Amers Ffoort chiamato Lambrecht Vanoort, Pittore e Architetto valente. un Michele de Gast l’anno 1558. che dipigneva ruine, e colorì dal vero la città di Roma. Disegnò assai bene, e fu capriccioso nelle sue invenzioni, e non mandò mai fuori sua pittura, ch’ei non sigillasse con un certo suo sigillo. Nel 1560. fu di essa Compagnia Pieter Bortn: e fino del 1556. un tal Cornelis Vandale, buon Pittore di scogli marittimi.

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