Nominativo - Paolo Lanfranchi di Pistoia

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

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E pure anche in oggi si ravvisa esser vero ciò che disse il Nostradama per esaltare il valore del Monaco intorno all’oscurità de’ poemi Provenzali; conciosiacosache con tutta l’intelligenza, che altri si possa avere delle lingue Italiana, Spagnuola e Franzese, che tutte e tre molto ne agevolano la cognizione, riescono difficilissime ad intendersi perfettamente, e con pena se ne diciferano i sentimenti da chi legge nelle loro Canzoni, delle quali nella Libreria di san Lorenzo si fa preziosa conserva, non ostante che alcuni di essi Poeti Provenzali siano della nostra Italia, come Paolo Lanfranchi di Pistoia, Lanfranco Cicala da Genova, Folchetto pure di Genova, se ben fu detto di Marsilia, e Soldello Mantovano. Tornando ora al nostro Monaco, egli dagli stessi volumi di quella nobile libreria, e d’altronde con lungo studio ritrovò tanto, che potè comporre un bel libro de’ fatti, e vittorie de’ Re d’Aragona Conti di Provenza, il quale copiato di sua mano di bellissima lettera, insieme con altro libro dell’Ufizio di Maria Vergine, arricchiti di bellissime miniature, tolte pure dalla sua bella raccolta di disegni donò a Giolanda d’Aragona madre del Re Renato, dalla quale furon tenuti in gran pregio. Per questa, e per altre cagioni, ridondanti dal merito di tale uomo, Lodovico II. Re di Napoli, e Conte di Provenza, e la Regina Giolanda sua consorte lo vollero per lo più tenere appresso di loro, perché veramente, oltre a quanto ei possedeva nelle scienze, e nell’arti, se vogliamo credere a quanto siquanto si legge ne’ frammenti di Don Ilario de’ Martini Religioso del Monastero di san Vittorio di Marsilia nobile Provenzale, questo Monaco dell’Isole d’Oro fu uomo di santissima vita, e molto dedito all’orazione, anzi dice egli, che in un libro scritto di sua mano, nel quale conteneasi il fiore di varie scienze, e dottrine, si trova scritto, e notato in modo di Profezia, che di questa sua casa Cibo sarebbero usciti grandi, ed illustri personaggi, che averebbero governato la Chiesa Cattolica, ed altri pure, che nel temporale sarebbero stati gran Principi, e Signori. Dice ancora lo stesso autore, che questo buon Monaco, prima che entrasse in Religione, compose pure in lingua Provenzale assai rime, le quali dedicò ad Elisa dell’antica, e nobile casa del Bautio Contessa d’Avellino, e che seguì la morte di lui nel sopra nominato Monastero l’anno 1408. nel tempo che la Regina Giolanda partorì il Re Renato.

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