NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2
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Ne sia chi dica, che le cose, ch’ei raccontò di costoro, fossero pure invenzioni per abbellimento de’ suoi Scritti, perché non solo sappiamo noi di certo per molti indubitati riscontri, che furono al mondo questi tali uomini, de’ quali ei parlò, che egli non averìa nominati in cose tali, s’elle non fossero state vere, ma io stesso ricercando fra l’antiche Scritture, ho ritrovato essere anche verissime alcune delle più minute circostanze, che egli ci propone ne’ suoi racconti, come potrà nelle notizie, che ho dato di Calandrino, ciascheduno vedere a suo piacimento. Or perché di Buffalmacco, del quale diffusamente anche scrisse il Vasari, ho ragionato quanto basta a luogo suo; Venendo ora a questi due; Bruno di Giovanni, e Nello di Dino, dico; ch’io tengo per cosa assai probabile, ch’egli uscissero della Scuola del Tafi, e ciò mi persuade non solo il continovo operar, ch’e’facevano con Buffalmacco, che forse a cagione di tenere essi la propria maniera sua gli volle a lavorar sempre seco, ma anche la continova e stretta amicizia, e pratica, che sempre passò, fra di loro; se non volessimo dire ch’egli avessero imparata l’arte da lui; ma questo però non è punto probabile, perché dice il Boccaccio, che Bruno e Buffalmacco erano soliti lavorare nel Munistero delle Donne di Faenza, e se vogliamo credere al Vasari, egli afferma che le Pitture di Buffalmacco in quel Munistero fossero delle prime opere, ch’ei facesse; onde non potevan costoro operar nel medesimo luogo, e tempo con lui ancor principiante, ed essere suoi Discepoli.