Nominativo - Margaritone

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

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DECENNALE I. del Secolo I. dal 1260. al 1270.
I Proemio, e Cimabue con Margaritone , e l’Apologia
2 Andrea Tafi .
3 Arnolfo di Lapo .
DECENNALE II. del Secolo I. dal 1270. al 1280.
I Gaddo Gaddi .
2 Fra Iacopo da Turrita.
DECENNALE III. del Secolo I. dal 1280. al 1290.
I Giovanni Pisano .
2 Ugolino Sanese .
3 Marino Boccanera .
DECENNALE IV. del Secolo I. dal 1290. al 1300.
I Giotto .
2 Oderigi d’Agobbio .
3 Nozzo di Perino detto Calandrino.
4 Agostino , e Agnolo Sanesi .

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Dipinse in oltre Cimabue l’Immagine del Patriarca S. Francesco, ch’oggi avanti l’ Altare della Cappella del Santo nella Chiesa di S. Croce si riverisce; ed è fama, che molto al vivo il facesse, mercè l’averlo colorito a relazione d’alcuni Frati antichi di quel Convento, i quali col Santo medesimo avean domesticamente trattato. Opera del suo pennello, fu un Crocifisso grande in tavola, un’Immagine di Maria Vergine, ed altre Pitture nella medesima Chiesa. Ancora dipinse per i Monaci Valombrosani una gran tavola, dove rappresentò Maria Vergine sedente in maestoso trono col Figliuolo in braccio e molti Angeli attorno, in campo d’oro, e in atto d’adorazione, che fu collocata sopra l’Altare Maggiore della lor Chiesa di S. Trinita , ed oggi si vede nella Sala dell’Infermieria di quel Monasterio. Né volle la Città di Pisa restarsi senza molt’opere di sua mano; parte delle quali, o perché furono lacerate da tempo, o demolite per cagion di nuove fabbriche, oggi più non si vedono. Non ostante ciò che dica un moderno Autor Franzese, si veddero in questa Città di mano di Cimabue , le prime figure con alcune parole scritte quasi che loro escan dalla bocca, con le risposte che loro danno altre figure, invenzione che fu altrettanto accettata in quel secolo, quanto poi da’ maestri migliori detestata e fuggita. Avanti a tutte queste cose, circa l’anno 1260. era egli stato chiamato in Ascesi , dove pure aveva fatto molt’opere, cioè nella Chiesa di sotto di S. Francesco , aveva dipinto in compagnia di alcuni Maestri Greci, parte delle volte, e nelle facciate la vita di Cristo, e quella di S. Francesco, nelle quali aveva talmente megliorato la maniera, che d’allora in poi, fu di gran lunga superiore a sé stesso. E bene il dimostrò nelle soprannotate pitture; anzi in quelle stesse ch’ei fece poco dipoi nella medesima Chiesa, che per brevità si lasciano. Aveva fino da gran tempo avanti, e molto più in quei medesimi tempi, la venuta in Italia de’ Pittori Greci, fatto sì che altri pure inclinati a quell’Arte, ad essa attendessero. Fra questi ebbe la Città d’ Arezzo un tale Margaritone , che fu anche Scultore e Architetto.

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Similmente la Città di Roma , Venezia , Siena e Bologna , anzi per quanto pur’io medesimo ò veduto, non dubito punto di affermare, che quasi ogni Città nutrisse i suoi Pittori; ma però senza che mai si scorgesse in quegli alcun meglioramento dal goffo modo che i Greci tenevano; ed è certa cosa che e’non vi fecero allievi che punto valessero; onde a gran ragione l’antica e la moderna età, solo a Cimabue che tanto l’Arte megliorò, comunicandola anche ad altri che poi eccellentemente la professarono, à data la prima lode. Merita contuttociò il nominato Margaritone qualche memoria fra gli uomini, non solo per essersi affaticato in tuttociò che a ciascheduna di queste bell’Arti appartiene, ed aver’ in esse moltissimo operato, benché all’antico barbaro modo; ma per esser’egli stato il primo che cominciasse a rapportar sopra le tavole alcune tele, quelle dipoi ingessando per dipingervi sopra; costume seguitato dopo di lui da’ megliori Maestri antichi, per assicurar le lor pitture dall’aprirsi col tempo e fendersi delle tavole. Fece lo stesso Margaritone con suo modello l’anno 1270. il Palazzo de’ Governatori nella Città d’ Ancona , e nella parte più alta di otto finestre della facciata di esso, intagliò otto Storie di mezzo rilievo del Vecchio Testamento. Fu similmente fatta con suo disegno la Chiesa di S. Ciriaco , e altr’opere fece di Scultura e Architettura della vecchia maniera, che per brevità si tralasciano. Ma tornando ora a Cimabue ; averei io avuto gran piacere, che mi fosse riuscito il dare alcuna notizia più particolare dello stato e persona di lui; ma col fuggire de’ quattro Secoli, sonosi anche dileguate assai delle desiderate memorie: onde a me piace ora il portare in questo luogo, quel poco che si trova in antiche Scritture, che quantunque non abbia un appicco immediato, e per conseguenza indubitato con Cimabue , à però in sé tali circostanze, e di nome, e di luoghi, e di tempi, che a mè pare non potersi affermare senza temerità, che a lui non appartenga. Dico dunque, che siccome egli sortì ne’ suoi per altro infelici tempi, di aver fama del primo Pittore del Mondo, così fu egli perciò sì riputato, e gli furon date a fare tant’opere, e sì magnifiche; ch’egli divenne ricco, e ciò mostra assai chiaro l’essere stati aggravati quegli di sua famiglia, ne’ quali io stimo che pervenissero le sue facoltà, delle più grosse prestanze che allora fossero solite ricercarsi nella Città di Firenze ne’ maggiori bisogni, da qualsifosse benestante e ricco.

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M
Moltiplicità di pareri offusca la chiarezza delle scienze 2.
Michelagnolo Buonarroti, suo parere sopra la pittura, e scultura 2.
Mela, e Micciade antichi Scultori 3.
Margaritone Pittore, Scultore e Archit. Aretino 5. il primo che incominci a coprire le tavole di tela per dipingervi sopra 5. sue opere 5.
Marino Boccanera Architetto Genovese sua vita, e opere 43.
Molo antico di Genova da chi, e quando edificato 43.
Monastero delle Donne di Faenza era dove oggi è la fortezza da basso 49.
Monaco dell’isole d’oro dell’antichissima, e nobilissima famiglia Cibo, sue opere 49.
Morte di Giotto in Firenze l’anno 1336. 51.
Moglie e figliuoli di Giotto a 53. e 54.
Maso del Saggio, e sua piacevole istoria circa Calandrino 66.

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