Nominativo - Madama Francesca Chovard

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Se crediamo a ciò, che scrisse il Vasari, il soprannominato Giovanni ebbe tre figliuoli, Marco, Luc’Antonio, e Simone, i quali tutti morirono di peste l’anno 1527. Luca, e Girolamo attesero ancora essi alla Scultura: il primo operò d’invetriate diligentissimamente, e fu quello, che per ordine di Raffaello da Urbino fece i pavimenti delle Logge Papali, come ancora quelli di molte camere, ne’ quali espresse l’impresa di Papa Leone. Girolamo il secondo lavorò di marmo, di terra cotta, e di bronzo: e molto gli giovò per farsi un grand’uomo la concorrenza di Jacopo Sansovino, e del Bandinello. Fu poi condotto in Francia a’ servigj del Re Francesco, pel quale, come quegli che era universalissimo, fece molte opere, particolarmente a Marlì, luogo non molto lontano da Parigi. Lavorò molto di terra in Orleans; onde in breve divenne ricco. Qui il Vasari piglia un grand’equivoco, affermando, che nella persona di lui, che mancò in quelle parti, si spegnesse la casa della Robbia; perché questo Girolamo di Andrea, che di Maria Altoviti sua moglie ebbe un figliuolo chiamato Jacopo: ed un altro, che pure anch’esso ebbe nome Girolamo, il quale in Francia di Madama Luisa de Mathe ebbe tre figliuoli, cioè Andrea, che seguitando la milizia, pervenne al grado di Capitano, e non ebbe moglie: e Pier Francesco, che fu Scudiere della Maestà del Re, Signore di Bel Luogo, il quale di Madama Francesca Chovard ebbe Carlo Gran Consigliere del Gran Consiglio di Francia, che si sposò con Madama Diana Picart: e Girolamo Cavaliere e Scudiere del Re, Signore di Gran Campo, il quale pure di Madama Antonietta Grenier sua moglie non ebbe figliuoli. Di Carlo e di Diana Picart sua donna nacque Guido, che mancò in fanciullezza, e Francesca, che fu moglie di Carlo del Maestro, Signore di Gran Campo: e in questa Francesca ebbe in Francia sua fine la casa della Robbia; rinnovata però in Carlo, figliuolo di essa Francesca, e di Carlo del Maestro suo marito, il quale dal nominato Girolamo, Signore di Gran Campo, e maggior nato della famiglia della Robbia, fu chiamato a gran parti di sua eredità, con obbligo di pigliar l’insegne e’l casato. Vediamo adesso ciò, che seguì di essa famiglia in Firenze. Il nostro Andrea ebbe due fratelli, cioè Giano, e Simone. Di questo Simone nacque Filippo Isidoro Abate, e Luca, che fu di Consiglio l’anno 1519. e di questo un Lorenzo, padre fu di Luigi, il qual Luigi ebbe per consorte Ginevra Popoleschi, nata di Silvestro Popoleschi, e di Ginevra di Carlo Barberini, padre di Antonio Barberini, del quale Antonio nacque Maffeo, che fu papa Urbano VIII di gloriosa memoria. Il nominato Luigi della Robbia, figliuolo Lorenzo, ebbe dalla Ginevra Popoleschi molti figliuoli maschi, e femmine: fra i maschi fu Marco, poi Fra Gio. Domenico dell’Ordine de’ Predicatori, Vescovo di Bertinoro, Silvestro, poi D. Isidoro Abate, si crede Cassinense, che poi successe al fratello Gio. Domenico nel Vescovado di Bertinoro: e Lorenzo Canonico della Metropolitana di Firenze, poi Vescovo di Cortona, e finalmente di Fiesole, e Rettore del Seminario Fiesolano, che morì l’anno 1645. e in questo finalmente è restata estinta tale famiglia, la quale con tanto splendore e gloria, in Italia e in Francia si è mantenuta sopra 150. anni da quel tempo che il Vasari la diede per estinta: e viene anche oggi, per così dire, propaginata in Francia nella nobil famiglia del Maestro: ed ancora in Firenze, come ora siamo per dire, cioè, che lo stesso Luigi di Lorenzo della Robbia ebbe una sorella, chiamata Laldomine, maritata a Luigi Viviani nobil Fiorentino, della quale nacque un altro Luigi: e di questo due figliuoli, cioè Francesco Cavalier Priore della Religione di Santo Stefano Papa e Martire, primo investito del Priorato, instituito da Lorenzo della Robbia il Vescovo Fiesolano nel suo Testamento, coll’obbligo di portarne il casato della Robbia; e Donato Luigi Viviani, Avvocato del Collegio de’ Nobili, e Senatore Fiorentino, Gentiluomo, che per integrità, e dottrina è da tutti stimatissimo, dal quale io ho ricevuto parte delle notizie di questa Casa, della quale, per maggior chiarezza, porremo l’Albero appresso a questa Narrazione.

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