Nominativo - Landino

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

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XXII. 1460 in circa LANDINI , nell’ Apologia avanti al suo Comento di Dante , parlando della Pittura e Scultura Ma tale doppo sua perfezione come molte altre nell’Italica Servitù quasi si spense, ed erano le pitture in quel Secolo non punto atteggiate, e senza affetto alcuno d’animo; fu adunque il primo IOANNI Fiorentino cognominato CIMABUE , che ritrovò e lineamenti naturali, e la vera proporzione, la quale e Greci chiamano Simetrìa, e le figure ne’ superiori Pittori morte fece vive, e di varij gesti, e gran fama lasciò di se; ma molto maiore la lasciava se non avesse auto sì nobil successore, quale fu GIOTTO Fiorentino coetaneo di Dante Lo stesso Landino in altro luogo, Dalla disciplina di GIOTTO come dal Cavallo Troiano uscirono mirabili Pittori etc. Lo stesso parlando di Cimabue , Costui essendo la Pittura in oscurità la ridusse in buona fama.

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1681

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C
Cimabue. vedi Gio: de Cimabuoi.
Chiesa di S. Maria Novella 3. Descrizione del Tempio antico 4. Si pone la prima pietra della nuova fabbrica 4.
Cappella de’ Gondi detti del palazzo in S. M. Novella lasciata in piedi nella rovina della Chiesa vecchia 4.
Cardinal Latino Domenicano pone la prima pietra della nuova Chiesa di S. M. Novella 4.
Chiesa di S. Ciriaco d’Ancona 5.
Cimabue, e Giotto Fiorentini, i primi che doppo i moderni Greci dessero miglioramento al disegno e alla pittura 8.
Comento di Dante di Piero nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. G.D. 10.
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da M. Gio. Boccaccio in essa Libreria 12 Chiose latina sopra il Purgatorio, e’l Paradiso di Dante in d. Libr. 12 Dell’Imolese 12. Di Francesco di Bartolo da Buti 13 Del Landino 15. Altro Comento manoscritto d’Antonio Altoviti in detta Libreria a 15.
Cennino Cennini da Colle di Valdelsa Pittore, discepolo d’Agnol Gaddi 12.
Cimabue, e Giotto come possano dirsi meglio ritrovatori che ristauratori della Pittura 28.
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Chiesa di S. Gio. era già la Cattedrale, o Chiesa maggiore, o Vescovale di Firenze 32.
Chiesa di S. Lorenzo Basilica Ambrosiana 32.
Chiesa di S. Pietro in Ciel d’oro antichissima in Firenze 34.
Campanile di S. Marco di Venezia quando cominciato a edificare 35.
Chiesa di S. Andrea di Pistoia 35.
Chiesa di S. Maria Maggiore in Firenze 35.
Campanile del Duomo di Pisa quando fondato, e da chi 35.
Chiesa di S. Salvadore del Vescovado 36.
Chiesa di S. Michele Bertelli detto degli Antinori 36.
Campanile di Badia quando edificato 36.
Chiesa di S. Croce in Firenze, e i primi Chiostri quando edificati 36.
Castelli di Scarperia in Mugello, di Castelfranco, e S. Gio: quando edificati 36.
Chiesa di S. Maria del Fiore in Firenze 37.
Casa delli Uberti, e altri ribelli disfatte 37.
Campo santo di Pisa quando cominciato a edificare, e da chi 42.
Cappella dove si conserva la sacra Cintola in Prato, da chi inventata, con altre fabbriche di quella Chiesa 42.
Capocchio da Siena 59.
Casella professore di musica 59.
Carlo Martello Re d’Ungheria 60.
Clemente V. condusse Giotto in Avignone 49.
Carlo di Re di Calavria fece andar Giotto a Napoli in servizio del Re Ruberto suo Padre 49.
Casa de’ Cerchi posta a piè del Ponte vecchio, e sua erudizione 50.
Calandrino, e sue notizie 64.
Il Cardinal di Gaeta Legato del Papa in Siena 68.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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Discepolo di Taddeo Gaddi, fioriva del 1350. Questo Iacopo, che fu cognominato Iacopo di Casentino, ebbe per sua patria Prato vecchio Castello di quel tenitorio, il quale potea dirsi celebre in quei tempi per quel Donato eccellente grammatico, a quale sono indirizzate più lettere del Petrarca, intitolandolo egli Apenninigena, e poi nel suo PetrarcaTestamento de Prato Veteri, ma molto più celebre ne’ tempi susseguenti, anzi felicissimo per esserne uscita la casa del dottissimo uomo Cristofano Landini, il di cui corpo conservasi al Borgo alla Collina, non molto lungi da esso Castello, per lo spazio ormai di circa 300. anni incorrotto, e mostrasi per maraviglia. Della famiglia di esso Landino, dice il Vasari, che fusse questo Iacopo da Prato vecchio, detto di Casentino, del quale ora siamo per parlare. Costui adunque fece in Firenze la pittura a fresco del Tabernacolo de’ Tintori da Sant’Onofrio sul canto delle mura dell’orto loro, rincontro a San Giuseppe, e di quello della Madonna di Mercato vecchio, colla tavola dell’Altare ivi eretto.

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